GIANNI LETTA, GIÀ SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Ci mancava proprio la dichiarazione dell’ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e storico braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, in merito alla “riforma costituzionale” proposta dal Governo Meloni.   Nel suo dire insinua:  “Fatalmente verrebbe a ridurre i poteri del Presidente della Repubblica, perché la forza che ti deriva dalla investitura popolare è certamente maggiore di quella che deriva dal Parlamento: non sta scritto, ma è ovvio che poi nella dialettica chi è investito ha più forza.“, dice Gianni Letta

Tali “parole” sulla “riforma”, voluta dalla Meloni,  e pronunciate da un’autorità di Forza Italia, colpiscono quanto una doccia gelata il centro destra, provocando una tensione nel gruppo. Non a caso è stato tempestiva la replica del Ministro degli Esteri e Vice Premier, Antonio Tajani che ha ribadito: “Noi la sosteniamo”.

Ma Gianni Letta rincara la dose e sottolinea: “Secondo me la figura del Presidente della Repubblica così com’è disegnata, e l’interpretazione così come è stata data dai singoli Presidenti nel rispetto della Costituzione, come tutti i costituzionalisti oggi riconoscono, sta bene così: non l’attenuerei, non la ridisegnerei, non toglierei nessuna delle prerogative così come attualmente sono state esercitate. Inoltre oggi abbiamo un presidente felicemente regnante nel suo secondo mandato, che esercita il suo mandato in maniera splendida, perché ha fatto tanto bene a questo Paese. Prima c’era il senso dello Stato e il rispetto delle istituzioni, se non il culto: oggi si va perdendo il senso dello Stato, il rispetto che si deve alle istituzioni, e il valore che da quel rispetto può derivare al governo di una comunità, cioè la società italiana. La politica di oggi a mio giudizio si è adeguata ai tempi: come c’è un degradare in tanti settori della vita associata, così anche nella politica. Quando entravi alla Camera o al Senato 30 anni fa, avevi la sensazione anche fisica, visiva, palpabile, di entrare in un luogo pubblico che non è un ministero o un altro ufficio pubblico: avevi la sensazione di entrare nel luogo più solenne per uno Stato democratico. Tutto era organizzato e ordinato, e i comportamenti delle persone erano adeguati alla solennità del luogo. Oggi, almeno io, provo con rammarico questa sensazione, è come entrare in un normale ufficio pubblico.”

L’atteggiamento “inspiegabile” di Gianni Letta ha creato una serie di “malumori” nel centro destra e il Ministro Tajani è intervenuto affermando: “Forza Italia sostiene convintamente la riforma sul premierato. Non vanno interpretate in direzione contraria alcune frasi di Gianni Letta. Mi ha confermato che le sue parole si riferivano a valutazioni teoriche e non a giudizi sulla riforma.”

Il PD non perde certo questo regalo pre-natalizio e il Senatore Dem, Dario Parrini, spalanca la bocca, e dichiara: “Gianni Letta ammonisce il suo campo politico a non intaccare poteri, peso e autorevolezza del presidente della Repubblica, come fatalmente avverrebbe se andasse in porto l’elezione diretta del premier prevista nel progetto Meloni-Casellati. Il Pd e l’opposizione da settimane segnalano questo pericolo. Reputo molto significativo che a riservare una chiara bocciatura all’elemento principale del ddl 935 sia uno dei padri nobili del centro destra.” 

Solo una breve considerazione: Tale figlio – tale padre!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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