Gianluca Petrella è uno dei tanti musicisti italiani che seguono il filone della Musica Jazz e non solo, iL trombonista di origine pugliese è tra i più riconosciuti in Italia e nel mondo. Ha vinto per due anni consecutivi il celebre premio, il “Critics Poll” della rivista americana Down Beat, nella categoria “artisti emergenti”.

Classe 1975, negli oltre vent’anni di carriera già trascorsi ha collaborato con artisti internazionale scrivendo, performando e incidendo musica in maniera trasversale, dalla sperimentazione al mainstream. Gianluca Petrella è universalmente riconosciuto per aver conquistato i palcoscenici e i festival più prestigiosi del mondo, da Montreal, a Toronto, passando per Tokyo, Rio de Janeriro, Buenos Aires, Parigi, Londra, New Orleans…), inoltre ha un notevole lavoro in sala di incisione producendo opere discografiche per le prestigiose labels, ECM Records, Blue Note, !K7, Ninja Tune e con il trombettista Enrico Rava e altri grandi musicisti italiani e internazionali, collaborazioni che hanno visto Petrella non solo in ambito jazzistico tra le quali, l’aclamata super star della techno Music Ricardo Vilallobos, con Moritz Von Aswald, pioniere dell’elettronica tedesca, con il Dj Gruff – icona dell’Hip hop italiano – e con il leggendario agitatore di Dancefloor il Dj Ralf.

Dall’anno 2017 Gianluca Petrella è entrato a far parte della band di Lorenzo Cherubini alias Jovanotti.

Tra gli altri progetti in campo, la collaborazione con il trio di Michele Rabbia e Ervind Aarset. Inoltre Cosmic Reinassance è il progetto di Petrella, ispirato alla musica di SuRa, col quale a già inciso tre opere discografiche. Un progetto in cui il trombonista pugliese, da sempre refrattario alle etichette, veste di nuovo i panni dello Skipper intergalattico per turisti degli altri pianeti. Un progetto in cui si perde per ritrovarsi in sua compagnia nei labirinti della musica nera. Cosmic Reinassance fa dimenticare le convinzioni del jazz più compiuto per prendere appunti per nuove rotte da tracciare sulla cartografia afrofuturista.

Come già detto, Petrella: Attualmente, in qualità di leader il musicista è attivo con il nuovo Quintetto Cosmic Reinassance, formato da Mirco Rubegni, Francesco Ponticelli, Federico Scettri e Simone Padovani: “Nell’ambito del Giotto Festival al Teatro Giotto Vicchio di Firenze”, presentava il concerto di Gianluca Petrella con la sua formazione Cosmic Reinassance, con il suo progetto ispirato alla musica di SunRa.

Cosmic Reinassance fa dimenticare le convinzioni del jazz più compiuto per prendere appunti per nuove rotte da tracciare sulla cartografia, afroturista che SuRa aveva iniziato a scarabocchiare un secolo fa. Questo progetto di Petrella nacque nel 2007 e da allora, attraverso tanti concerti in giro per l’Europa e tre dischi, ha continuato a svilupparsi e ad assumere forme e suoni nuovi. L’adesione, più che alla musica in sé è l’approccio alla Musica del santone che aveva chiamato Arkestra, la sua band e diceva di essere venuto sulla terra da qualche parte dello spazio esterno.

Petrella non compie una rilettura filologica. In questo progetto c’è piuttosto la sottolineatura della straordinaria capacità visionaria di immaginare mondi sonori ed estetici non codificati, che è sua come lo era in SunRa. È il continuo sconfinare verso frontiere inedite che possono emergere solo esplorando le proprie doti creative, mettendo da parte convenzioni e schemi. Come un viaggio galattico con destinazione ignota. Con gli anni la Cosmic Reinassance ha preso sempre i tratti di Petrella, in una ricerca libera e personale che rappresenta sempre più il trombonista e leader pugliese. Sia il repertorio che la formazione hanno continuato a svilupparsi negli anni. Cosmic Reinassance è oggi un quintetto formato da Mirco Rubegni: tromba – Balke Franchetto: basso – Federico Scettri: batteria, laptop – Simone Padovani: percussioni.

Inoltre Gianluca collabora con il Trio 70’s con Michele Papadia e Stefano Tamborino, il celebratoduo con Giovanni Guidi, Superstar, il progetto in solo EXP and Tricks, un vero e proprio viaggio musicale nei cortometraggi dei primi anni del cinema, un progetto e una produzione con la collaborazione con la Cineteca Comunale della città la Dotta, Bologna; il progetto presentava un duo con Gabrio Baldacci il Quartetto Tubalibre, con i musicisti Oren Marshall, Gabrio Baldacci e Cristiano Calcagnile, il Quintetto de Il Bidone, un omaggio al grande direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore Nino Rota.

In oltre è attivo anche nella musica elettronica sia in concerti che in produzioni di opere discografiche, con 103 Ep per la label electronique.it.
Collabora anche con i musicisti Bobby Previte, Steve Bernstein ed il Quartetto Bojan Z, Tetraband. Inoltre il musicista pugliese ha creato accanto al trombettista sardo Paolo Fresu , Steven Bernstein e Marcus Rojas un quartetto chiamato Brass Bang.

Nel 2003 per i progetti si fanno sempre più intensi, nel 2009 fonda la label Spacebone Records, la sua propria etichetta discografica. Inoltre nel biennio 2015-2016 ha consolidato e avviato due importanti collaborazioni in formazioni di duo, rispettivamente con Dj Gruff e la danzatrice Luisa Cortesi, con il progetto Liquido.
Nel 2007 collabora stabilmente con il cantante Lorenzo Cherubini alias Jovanotti sia a livello discografico che nei suoi concerti, inoltre partecipa alla produzione di due opere discografiche, In Italia e il secondo progetto, e Sbagliato Oh, Vita, editi dalla Universal Music Group e del singolo Nuova Era.

Molti sono stati i riconoscimenti, nei primi anni del nuovo Millennnio – Vince il Top Jazz, come miglior talento nazionale e un prestigioso premio Awards per l’importantissimo Django d’Or internazionale.

Un grande artista che fa della sua arte musicale un personaggio importante nel campo de della Musica Universale. Il problema è sempre il solito. I nostri critici non considerano questi musicisti, sono davvero poco nominati. Personalmente mi vergogno del comportamento del nostro Stato italiano che è sordo, non so perchè dentro le istituzioni non c’è la Cultura musicale che un paese deve avere!!! È una Vergogna per uno stato come l’Italia, che si considera Comunità Europea, per poi farsi ridere dietro dagli altri Stati. Bisogna investire di più, darsi una mossa, ma quanto tempo dobbiamo aspettare ancora!

A cura di Alessandro Poletti – Foto Valentino Lulli

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