Il termine ghost-hunters ci conduce mentalmente ad un programma televisivo statunitense improntato sul paranormale, trasmesso anche in Italia, con il nome “Cacciatori di fantasmi: TAPS” dove il team è composto principalmente da membri della società TAPS (The Atlantic Paranormal Society), la quale va in aiuto a persone che ritengono infestata la propria dimora.

Il ghost-hunting si occupa della ricerca di prove sull’esistenza di attività paranormali e non il cacciare i fantasmi in senso stretto, si tratta piuttosto di un’investigazione in luoghi che sono stati indicati come infestati dagli spiriti.
Chi si occupa di questa mansione, di norma, viene chiamato da persone che hanno bisogno di indagare e far visionare la propria abitazione per comprendere se è abitata da “inquilini” inconsueti.

I membri del team solitamente conducono delle indagini per posizionare telecamere ed altre attrezzature.
I ghost-hunters nel momento in cui arrivano alla dimora infestata si occupano di condurre una ricognizione per accertarsi dei punti più rilevanti dove installare le apparecchiature che solitamente sono: videocamere full spectrum (infrarosso e ultravioletto), termometri digitali, termocamere e registratori audio, misuratori e rilevatori di campi elettromagnetici, geofoni, generatori di ioni e torce.

Il team generalmente prima di procedere ai rilievi effettivi per accertare la presenza di esseri infestanti, controlla accuratamente che non vi siano interferenze o problematiche dovute a tubature idrauliche mal fissate, impianti elettrici obsoleti o interferenze di telecomandi azionati a distanza.
I ghost-hunters cercano prove in luoghi dove non necessariamente ci siano state testimonianze di fenomeni o apparizioni, mentre gli investigatori del paranormale non ricercano fantasmi, bensì fenomeni insoliti dove siano già state segnalate anomalie.

Spesso però le due mansioni si fondono e capita di vedere nei video di indagini compiute da investigatori del paranormale rivolgersi al presunto spirito di un defunto, chiedendo se l’entità sa di essere morta e il luogo dove è morta, anche se l’investigazione del paranormale è stata quasi sempre legata alla ricerca nella metapsichica e nei fenomeni psichici piuttosto che cercare prove in castelli e antiche dimore.
Le radici dello spiritismo sono abbastanza lontane, si parte dall’epoca georgiana (1700 – 1800), passando poi per i fenomeni delle sorelle Fox e della dottrina dello spiritualismo di Kardec, anche se uno dei primi fenomeni fu il caso del poltergeist della Strega di Bell nella contea di Adams, nel Tennessee, tra il 1817 e il 1828, si tratta però di una leggenda, un racconto tramandato nel tempo.

Altra fonte specifica fu il libro di James Houran intitolato “Hauntings and Poltergeists” multidisciplinary Perspectives” (Infestazioni e poltergeist: prospettive multidisciplinari) nel quale l’autore ritiene che il nostro moderno approccio alla caccia ai fantasmi sia iniziato con la fusione tra scienza e religione.
La prima vera caccia ai fantasmi venne condotta dal maggiore Edward Moor (1771-1848) nel villaggio di Great Bealings in Inghilterra, dove nel 1834, in una abitazione si udirono tintinnare delle campane, che servivano per chiamare i domestici, che suonavano in modo spontaneo e incontrollato.
Il soldato cercò di fare delle ricerche per poter dare delle spiegazioni logiche, escludendo che si potesse trattare di un fenomeno di natura spiritica.
Nel 1862 nacque il Ghost Club, definita la più antica organizzazione di ricerca di fantasmi al mondo, tra i quali si ricorda come membro Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) ovvero il padre di Sherlock Holmes.

Una delle prime indagini del Ghost Club fu condotta sui fratelli Davenport, Ira Erastus e William Henry, conosciuti come prestigiatori, i quali utilizzarono a loro favore la corrente dello spiritualismo che era in voga in quel periodo grazie anche agli studi di Allan Kardec (precursore dello spiritismo moderno di stampo cristiano-cattolico), in realtà però i fratelli Davenport usarono solo trucchi ed inganni, come il loro Armadietto degli Spiriti (un meccanismo fasullo per mettersi in contatto con i morti), smascherato dal prestigiatore John Nevil Maskelyne.

Successivamente iniziò l’epoca vittoriana con le contattiste Kate e Maggie Fox (la terza sorella Leah Fox si curava di fare da manager alle due sorelle), le sorelle Fox diventarono molto famose per le strade di New York; spesso vengono ancora accreditate come coloro che hanno inaugurato l’inizio del Movimento Spiritualista. La loro carriera terminò alla fine del 1800 quando Maggie ammise di aver ingannato il proprio pubblico.
Un altro personaggio curioso fu Daniel Dunglas Home (1833-1886) il quale divenne famoso per aver lievitato fuori da una finestra al primo piano, fluttuando fino al terzo piano di una casa di Londra.

Un’altra curiosità fu quella dei coniugi Koons, i quali costruirono la “Stanza dello Spirito” per volere delle entità che entravano in contatto con loro. La stanza era una capanna di legno con tre finestre chiuse e una sola porta, all’interno potevano sostare circa una ventina di persone e i coniugi Koons avevano posizionato all’interno della stanza anche alcuni strumenti musicali.
Il primo uomo a definirsi cacciatore di fantasmi fu Elliott O’ Donnell (1872-1965), il quale sostenne di aver visto un fantasma all’età di cinque anni, descrivendolo come una figura elementale coperta di macchie; egli affermò anche di essere stato strangolato da un fantasma alla Queen’s Service Academy, a Dublino, in Irlanda.
Per circa cinquant’anni O’Donnell visitò moltissime dimore, presumibilmente infestate, ma nei suoi resoconti non sono mai stati descritti i metodi che applicava nelle sue indagini.

Numerosi altri episodi di ghost-hunting si sono verificati nel tempo, a tutt’oggi, nel XXI secolo questo fenomeno continua ad essere alimentato da un grande stimolo mediatico, dopo svariate serie televisive infatti, l’attività di cercare prove su fantasmi è diventato tanto un passatempo quanto un lavoro in piena regola.
Il carattere scientifico degli strumenti utilizzati, secondo alcuni studiosi del fenomeno è quasi inesistente, incluso la mancata competenza nell’utilizzo di tali strumenti e la mancata conoscenza di materie fisiche e scientifiche.

Il top nello spiritismo moderno è attribuibile alla “tavola parlante” più conosciuta, ovvero il metodo Ouija, nata in concomitanza con uno dei libri più singolari denominato “Revelations of a Spirti Medium: Spirirtualistic Mysteries Exposed” dove vennero rivelati i trucchi utilizzati dai vai sensitivi e medium dell’epoca. Tale libro divenne famoso perchè aiutò il mago Harry Houdini a scovare i falsi sensitivi nei primi anni ’20.

Nel 2014 i ricercatori dell’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), in Svizzera, riuscirono addirittura a ricreare i “fantasmi” in laboratorio.
In ambito di ricerca scientifica anche Albert Einstein (1879-1955) si occupò di questi casi, semplificando il campo spiegando che i processi metabolici degli esseri umani e di altri organismi generano correnti elettriche di basso livello, tali correnti però non vengono più generate quando l’organismo muore, perchè la fonte di energia si ferma e la corrente elettrica si interrompe. Nè Einstein e nemmeno le sue leggi sulla fisica suggeriscono che i fantasmi siano reali.

La caccia ai fantasmi ha contribuito nel tempo a creare una particolare forma di turismo, in cui si assiste a una sorta di pellegrinaggio di persone che si recano in antiche dimore private o in palazzi appartenenti a istituzioni di vario genere, in cerca di sensazioni insolite.

Molti investigatori del paranormale “ricreano” l’indagine a beneficio dei partecipanti paganti, spesso novizi, i quali desiderano vivere l’esperienza col sogno di formare in futuro un proprio team di ghost-hunters, attività che ancora una volta mina il vero scopo di quale dovrebbe essere l’attività stessa.

A cura di Barbara Comelato – Foto Getty Image

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