GHE PENSI MI

Una corsa alle donazioni senza precedenti. Decine di milioni da Fca, Berlusconi, e Intesa.
E il governatore lombardo Attilio Fontana fa i conti. “abbiamo ricevuto offerte da 5 euro a 10 milioni”.
Come dire, il cuore in una mano e il portafoglio nell’altra.

Silvio Berlusconi mette 10 milioni per finanziare i 400 posti letto del nuovo ospedale che nasce da zero alla Fiera di Milano.
Per l’ospedale a Citylife si muove anche Moncler con altri 10 milioni di euro.
Anche la famiglia Agnelli elargisce 10 milioni per il Dipartimento protezione civile e attraverso la Fondazione La Stampa.

Specchio dei Tempi, per le necessità sanitarie di Torino e del Piemonte.
La controllata di famiglia Exor e le altre aziende del Gruppo stanno inoltre acquistando 150 respiratori da fornitori esteri.
Giuseppe Caprotti jr di Esselunga tira fuori altri 10 milioni per iniziative a sostegno della lotta al Coronavirus.
Non c’è azienda, ente, squadra sportiva o testimonial che non abbia lanciato un proprio fundraising.

Più la struttura è grande, più il versamento è generoso.
Intesa San Paolo ha già messo 100 milioni per far fronte all’emergenza sanitaria.
Jack Ma, il patron del colosso cinese di e-commerce Alibaba ha regalato alla Croce Rossa Italiana 1 milione di mascherine e 100 mila tamponi e sugli imballaggi che le contenevano c’era scritto una dedica tutta made in Italy “Vincerò’” della Turandot di Giacomo Puccini.

Se le grandi donazioni arrivano come “manna” e fanno veramente impressione, quelle da pochi euro la fanno ancora di più.
Sono l’esempio di una generosità che ha pochi precedenti.
La campagna di Regione Lombardia “il tuo aiuto è prezioso” ha raccolto 2 milioni 165 mila e136 euro in poche ore.
La coppia Chiara Ferragni e Fedez, che ha lanciato il crowfunding a sostegno delle nuove Terapie Intensive al San Raffaele di Milano, in 24 ore ha raccolto 3 milioni e 800 mila euro.

Soldi arrivati da 165 mila donatori di 92 paesi del mondo, a dimostrazione che la solidarietà è globale.
La Figc ha devoluto 100 mila euro all’ospedale Spallanzani di Roma.
Il Milan ha donato 250 mila euro ad Areu.

Il presidente dell’Inter Stevan Zhang ha acquistato 300 mila mascherine e donato 100 mila euro all’ospedale Sacco.
La Juventus ha raccolto oltre 400 mila euro, e non c’è squadra che non si sia mobilitata.
Che dire? Nel momento del bisogno ci sono quelli che salgono sui treni di notte per fuggire dal Nord che gli ha dato lavoro e speranza, e quelli che, al contrario, riconoscenti per quanto ricevuto, decidono di donare.

Per il nuovo ospedale non arrivano solo soldi, ma anche aiuti concreti, come quelli messi in campo da Allianz e Gruppo Sapio, che forniranno gli impianti di distribuzione, l’ossigeno e i gas medicali per la terapia intensiva.
Si muove anche il mondo della moda: Giorgio Armani ha donato 1 milione e 250 mila euro agli ospedali italiani più colpiti, presto raggiunto dai “concorrenti” Dolce e Gabbana, Bulgari e Calzedonia.

Senza nulla togliere alle canzoni, all’Inno di Mameli cantato sui balconi, all’organizzazione delle fiaccolate che, per carità vanno benissimo, ora si tratta di salvare la pelle alle persone, in ognuno di quei volti ci siamo noi tutti, e quindi bisogna “fare”.

Serve una reazione, e questa gara di solidarietà ne è la prova, e l’ospedale che Guido Bertolaso, neo consulente della Lombardia proprio per questo progetto, dice che potrebbe essere l’esempio del “gioco di squadra per l’Italia”, potrebbe diventare il simbolo concreto di una rinascita.

Tornare a respirare, a vivere, con la consapevolezza che anche in momenti difficili come questi, ci si può rialzare, ma sempre con la capacità di dar vita alle azioni concrete.

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Fotolia

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