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GB PIU’ 26% IN UNA SETTIMANA DI CONTAGI

Continuano a stringersi nel Regno Unito le misure precauzionali per arginare il contagio da coronavirus, mentre il National Office of Statistics segnala un numero di infezioni nel Paese molto alto, il 26% in più rispetto alla settimana scorsa. Nel Regno Unito sono stati registrati altri 20.530 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, pochi meno rispetto ai 21.242 di ieri, e 224 morti.

A rendere il dato particolarmente preoccupante è che l’impennata dei nuovi casi (443.300 infezioni negli scorsi 7 giorni contro 336.500 nei giorni precedenti) non è proporzionale all’aumento dei tamponi (uno ogni 130 cittadini contro uno ogni 160 la settimana precedente).

Le restrizioni più dure entrano in vigore in Galles, dove da questo pomeriggio vige un lockdown parziale della durata di 17 giorni: dalle 18 la popolazione deve rimanere in casa salvo necessità e dovranno chiudere pub, ristoranti, alberghi e i negozi che vendono beni non essenziali. In Scozia la premier Nicola Sturgeon ha tenuto un discorso alla nazione nel quale ha annunciato un sistema di allarme su cinque livelli, che prevede restrizioni crescenti a seconda dell’incidenza del contagio. Sturgeon ha ammesso che alcune aziende dovranno restare chiuse per un po’, ma ha garantito fondi pubblici per dar loro ossigeno.

In Inghilterra, intanto, sono sempre più le contee che stanno imponendo il livello massimo di restrizioni, quello previsto dall’allerta 3, ovvero chiusura di bar, pub, palestre e centri scommesse e, dalle 22, anche dei ristoranti. Le autorità locali del Warrington hanno concordato con il governo di porre le limitazioni di livello 3 e una decisione analoga dovrebbe essere presa nel pomeriggio nel Nottingham. All’allerta di livello 3 passa oggi anche la regione del Greater Manchester, seguita dallo Yorkshire dalle 12 di domani. Passano invece al livello 2 Stoke-on-Trent, Coventry e Slough.

A cura di Elena Giulianelli – Foto Imagoeconomica

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