C’è come una spaccatura tra alcuni paesi per la messa punto di un ulteriore pacchetto (il sesto) di sanzioni europee contro la Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina. La quarta riunione in pochi giorni dei rappresentanti diplomatici dei Ventisette è terminata senza esiti. I negoziati torneranno nei prossimi giorni con l’obiettivo di scemare l’impatto dell’embargo petrolifero su alcuni paesi dell’Est Europa, particolarmente dipendenti dal greggio russo.

“Dobbiamo ancora finalizzare, in uno spirito di solidarietà, le garanzie necessarie di approvvigionamento dei paesi membri in una situazione molto particolare, poiché dipendono da un oleodotto proveniente dalla Russia”, hanno spiegato la presidenza francese dell’Unione europea e la Commissione europea. “Proseguiranno contatti a tutti i livelli all’inizio della settimana con l’obiettivo di raggiungere un accordo il più velocemente possibile su un sesto pacchetto di sanzioni”.

Il pacchetto presentato a inizio settimana dalla Commissione europea prevede numerose misure, quasi tutte accettabili per gli Stati membri, salvo in particolare l’embargo contro il petrolio russo. Alcuni paesi dipendenti dal greggio proveniente dalla Russia – come l’Ungheria, la Slovacchia o la Repubblica Ceca, hanno chiesto una moratoria e possibili compensazioni.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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