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FREDDIE MERCURY L’ICONA

Sono le 19,00 del 24 novembre 1991 e le agenzie di tutto il mondo battono la notizia che Freddie Mercury, il frontman più famoso del mondo se n’è andato, vittima di una polmonite, vittima soprattutto dell’Aids.

Solo il giorno prima il suo Agente aveva rilasciato una dichiarazione ufficiale, stilata con Freddie il 22 novembre, che confermava tutte le voci che circolavano sulla salute del cantante dei Queen, sieropositivo dal 1987, anno in cui esami approfonditi avevano rivelato il suo stato di salute.

Nato a Zanzibar il 5 settembre 1946, da famiglia di origini indiane, Farrokh Bulsara (questo era il suo vero nome, nascosto come pure le sue origini, per lunghissimo tempo), passò i primi anni della propria vita tra India e Zanzibar, per trasferirsi a Londra nel 1964, dove iniziò la sua carriera di cantante e dove incontrò, al college, il cantante Tim Staffell, ma soprattutto il chitarrista Brian May ed il batterista Roger Taylor.

Freddie, che nel frattempo è diventato …. Mercury …. ha una gran voce e dopo essere stato parte di un paio di gruppi, nel 1970 decide di fondare una propria band, convincendo May e Taylor ad unirsi a lui; nascono così i Queen, la band che caratterizzerà due decenni della musica mondiale e che ancora fa cantare milioni di persone di tutte le età.

Ai tre si unisce inizialmente il bassista Mike Gros, che nel 1971 verrà sostituito da John Deacon, in quella che sarà la formazione più famosa del rock/pop mondiale; un’unione felice artisticamente quanto burrascosa, tra successi e litigi, condite da una separazione dal talentuoso Freddie, la cui vita piena di eccessi di tutti i generi causa spesso contrasti all’interno del gruppo.

Proprio la smania di vivere sempre al massimo, tra alcool, droga, sesso, è il modo di essere di Mercury, artista incommensurabile che non ha e non si pone limiti di nessun genere, sul palco come nella vita quotidiana; i suoi amori, femminili o maschili che siano, vengono vissuti in maniera spericolata, specie in quegli anni in cui si diffonde il virus dell’Hiv, l’immunodeficienza che porta l’Aids, quella che diventa una delle piaghe del secolo e che colpisce il leader dei Queen nel 1986.
Confermata nel 1987 la sua positività, iniziano per Freddie grandi problemi di salute, che però non ne fermano l’attività artistica, pur se è sempre più sofferente e gli è sempre più difficile esibirsi; in pochi sanno del male che lo sta uccidendo giorno dopo giorno, anche se basta vederlo per capire che qualcosa non va.

Si arriva così al 23 novembre del 1991, data in cui viene certificato ufficialmente il problema di cui è vittima, pur se non si pensa che gli restino poche ore di vita, trascorse nella sua casa di Londra, in compagnia di Mary Austin, la donna della sua vita, la fidanzata che gli è rimasta sempre accanto, Jim Hutton, un ex parrucchiere divenuto suo compagno nel 1984, Jim Beach, il manager dei Queen, colui al quale Freddie ha affidato il comunicato della propria malattia.

Quella di Freddie Mercury e dei Queen è un’epopea immortale, iniziata in giro per i locali di Londra e che dura tutt’oggi grazie a canzoni che conoscono anche i ragazzini di oggi; inutile ricordare i titoli dei brani o degli album più famosi, dato che l’elenco sarebbe lunghissimo, così come lunghissimo è l’elenco di coloro che con i Queen si sono esibiti, soprattutto nei concerti in tributo a Freddie, talento musicale come ce ne sono stati pochi al mondo e che al mondo ha lasciato pagine immortali di musica, splendida.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Reuter

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