Si inasprisce il conflitto sociale in Francia, dove al tredicesimo giorno di paralisi dei trasporti 90.000 case sono rimaste senza luce a causa di azioni volontarie commesse da esponenti del sindacato CGT nella rete elettrica di Lione e della regione della Gironda (RTE). La direzione del gestore della rete ha denunciato “atti ostili” legati al “movimento sociale” contro la riforma delle pensioni. Subito dopo, le azioni sono state rivendicate dalla CGT della RTE. Al momento di massima incidenza dell’azione di protesta, sono state 50.000 le case rimaste senza elettricità.

Intanto duro colpo per il governo di una Francia paralizzata da ormai 12 giorni per lo sciopero dei trasporti contro la riforma delle pensioni: si è dimesso, dopo giorni di polemiche, l’artefice del progetto voluto da Emmanuel Macron, il “Monsieur pensioni” Jean-Paul Delevoye.

Ancora una volta, come successo per Sylvie Goulard proposta da Macron alla Commissione europea, i riflettori hanno inquadrato zone d’ombra e il prescelto ha dovuto rinunciare.

Intanto, l’esasperazione si sta facendo strada, a poco più di una settimana da Natale e con il Paese bloccato.

Per le famiglie, venerdì – giorno della fine delle scuole – sarebbe stato l’inizio delle vacanze, degli spostamenti che spesso riuniscono le famiglie almeno per una volta all’anno.

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