JORGE MARIO BERGOGLIO PAPA FRANCESCO

Nelle varie tappe del pontefice anche quella al carcere di Montorio, la terza tappa della sua giornata nella città di Verona. Il Pontefice è stato accolto dagli applausi e canti dei detenuti e del personale della casa circondariale. Sul campo sportivo dell’istituto sono stati allestiti i posti a sedere ed il palco dal quale Francesco ha tenuto suo discorso di saluto.

Toccante il discorso della direttrice del carcere del carcere Francesca Gioieni: “Non ci sono parole sufficienti per ringraziarla del tempo che passa con noi. Testimoniare grazie a lei la vita che scorre attraverso queste mura. Cerchiamo ogni giorno di non essere un luogo abitato da carcerieri e carcerati. Cerchiamo di tendere ogni giorno una mano”.

E poi le parole di Edoardo, detenuto di 22 anni, che davanti al Pontefice ha detto: «Io tra i detenuti più giovani e a nome di tutti le dico che nessuno dimenticherà questo giorno. A noi lei sta dedicando il tempo più lungo qui a Verona e questo ci aiuta a sperare di essere accolti come cittadini una volta che usciremo da qui. Esprimo un sogno: tra detenuti e operatori e volontari potessimo costruire rapporti che abbiano profumo di famiglia e fratellanza».

Dopo il momento di commozione ha preso la parola Papa Francesco: “Per me entrare in un carcere è sempre un momento importante, perché il carcere è un luogo di grande umanità. Di umanità provata, talvolta affaticata da difficoltà, sensi di colpa, giudizi, incomprensioni e sofferenze, ma nello stesso tempo carica di forza, di desiderio di perdono, di voglia di riscatto“. “E in questa umanità, qui, in tutti voi, in tutti noi, è presente oggi il volto di Cristo, il volto del Dio della misericordia e del perdono”, ha sottolineato. “Non dimenticate questo: Dio perdona sempre, e perdona tutto”.   “Conosciamo la situazione delle carceri, spesso sovraffollate, con conseguenti tensioni e fatiche – ha osservato il Pontefice -. Per questo voglio dirvi che vi sono vicino, e rinnovo l’appello, specialmente a quanti possono agire in questo ambito, affinché si continui a lavorare per il miglioramento della vita carceraria”.

Sui suicidi nel carcere di Montorio: “Seguendo le cronache del vostro istituto, con dolore ho appreso che purtroppo qui, recentemente, alcune persone, in un gesto estremo, hanno rinunciato a vivere. È un atto triste, questo, a cui solo una disperazione e un dolore insostenibili possono portare”, ha continuato. Perciò, “mentre mi unisco nella preghiera alle famiglie e a tutti voi, voglio invitarvi a non cedere allo sconforto. La vita è sempre degna di essere vissuta, e c’è sempre speranza per il futuro, anche quando tutto sembra spegnersi”.  Secondo Francesco, “la nostra esistenza, quella di ciascuno di noi, è importante, non siamo materiale di scarto, è un dono unico per noi e per gli altri, per tutti, e soprattutto per Dio, che mai ci abbandona, e che anzi sa ascoltare, gioire e piangere con noi. E perdonare sempre. Con Lui al nostro fianco, possiamo vincere la disperazione, e vivere ogni istante come il tempo opportuno per ricominciare”. Perciò, “nei momenti peggiori, non chiudiamoci in noi stessi: parliamo a Dio del nostro dolore e aiutiamoci a vicenda a portarlo, tra compagni di cammino e con le persone buone che ci troviamo al fianco”. “Grazie per questo incontro: vi dico la verità, mi fa bene, mi state facendo bene”, ha concluso.

Il Direttore responsabile Simone Teipodi – Foto ImagoEconomica 

Il Direttore Simone Tripodi

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