SMALL GIANTS SNACK A BASE DI INSETTI CRACKER A BASE DI FARINA DI GRILLI
Il momento della farina di grilli made in Italy è arrivato.
Una Società marchigiana è la prima, e al momento l’unica Azienda italiana, che ha ricevuto l’autorizzazione per produrre, trasformare e commercializzare la farina di grilli destinata all’alimentazione umana.
Il suo Amministratore ha dichiarato: “Ci sono voluti due anni per avere il via libera. Oggi per noi è un momento di svolta. Potremo far conoscere a tutti la nostra farina di grilli sostenibile e made in Italy. Con il via libera ufficiale, potremo distribuire la nostra farina liofilizzata di grilli, che tecnicamente si chiama polvere sgrassata di acheta domesticus. Nella fase iniziale la distribuzione sarà curata da un’Azienda leader del settore con sede a Reggio Emilia e destinata alle aziende alimentari e a tutto il canale horeca, cioè bar, ristoranti e alberghi. Per avere dei prodotti presenti nei supermercati ci vorrà ancora un po’ di tempo. Noi abbiamo fatto richiesta già nel 2022, ma per accorciare i tempi abbiamo avviato due iter paralleli: uno classico e uno alternativo, che prevede la possibilità di stringere accordi con aziende già autorizzate. La seconda strategia ha funzionato: ci siamo alleati con l’unica azienda europea già in possesso dell’autorizzazione, allineando i nostri processi produttivi così da garantire il rispetto degli standard previsti dal Regolamento di esecuzione europeo 2022/188.
Per la cronaca evidenziamo che, secondo il Regolamento europeo 258/97, gli insetti commestibili rientrano nella definizione di novel food: un termine che indica quei “nuovi alimenti” non consumati in modo diffuso all’interno dell’Unione europea prima del 1997. Per la loro messa in commercio, la normativa prevede un processo di autorizzazione che coinvolge la Commissione europea e richiede un eventuale parere scientifico da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa).
Breve storia dell’Azienda:
La storia ha la sua origine nel 2011, quando viene a conoscenza da un articolo scientifico in cui l’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) sostiene che le proteine alternative, tra cui quelle di insetti, svolgeranno un ruolo cruciale per garantire la sicurezza alimentare dei prossimi anni. È così che decide di puntare su un tipo di produzione alimentare ancora sconosciuta e decide di cominciare ad allevare grilli. Una decisione coraggiosa, soprattutto considerando che l’Azienda allevava polli. Dopo un percorso durato dieci anni, l’Azienda è riuscita a mettere a punto un processo produttivo per allevare grilli e garantire bassissimi tassi di mortalità senza bisogno di usare farmaci né antibiotici.
Il risultato è un prodotto con un profilo nutrizionale di alto livello che presenta diversi vantaggi anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale: La farina di grilli è ricca di proteine, ferro, calcio, vitamina B12 e fibre. Anche l’impatto sull’ambiente si riduce notevolmente, perché per produrre 1 chilo di farina di grilli servono molte meno risorse di quelle necessarie per un chilo di carne rossa. Un esempio: per 1 chilo di carne servono 15mila litri di acqua. Per 1 chilo di farina di grilli ne bastano 5. E lo stesso discorso si può fare per quanto riguarda il consumo di suolo e di energia. Attualmente vengono allevati 10 milioni di grilli e riesce a produrre due tonnellate di polvere di grillo liofilizzata al mese. Ma gli obiettivi futuri puntano a numeri molto più alti, ovvero il raggiungimento di 400 tonnellate da destinare all’alimentazione umana.

L’Amministratore ha tenuto a sottolineare: “L’obiettivo è quello di rendere possibile l’aumento della produttività alimentare per mezzo di sistemi sostenibili ed innovativi, garantendo un prodotto sicuro per il consumatore finale, con alti standard di qualità e biosicurezza. Siamo da sempre i cultori della buona tavola, amiamo consumare cibi di alta qualità, sani e gustosi. Per questo motivo, il nostro obiettivo è quello di fare un prodotto che sia sano, sicuro ma soprattutto buono. Con un processo di abbattimento ed essiccazione dei grilli che rispetta standard elevati di qualità, trasformiamo gli insetti in farina macinandoli con un mulino a pietra come lo si faceva una volta, come la nostra cultura enogastronomica ci insegna. Superando la precedente destinazione della polvere per i soli mangimi animali, l’azienda compie un ulteriore passo in avanti riguardante l’introduzione delle farine d’insetti sul mercato. Si entra quindi in una nuova fase nello sviluppo del settore“.
Riprendiamo per chiarezza anche quanto dicono e scrivono esperti della “Fondazione Veronesi”:
“La farina di grilli, che si ottiene macinando proprio le larve dei grilli – spiega Agostino Macrì –, è ricca di proteine e può essere utilizzata per fare qualunque tipo di alimento come biscotti, dolci, pane, pasta. Si ottiene con una tecnica di allevamento e produzione molto precisa, non dobbiamo pensare che si utilizzino i grilli selvatici, e il controllo è garantito. E non solo, la tecnica di produzione è stata valutata e validata dall’Efsa, passaggio fondamentale per la messa in commercio dei novel food, ovvero tutti quei prodotti e sostanze alimentari privi di storia di consumo “significativo” in UE, e che, quindi, devono sottostare ad un’autorizzazione, per valutarne la loro sicurezza, prima della loro immissione in commercio. La farina prodotta a partire dai grilli è fatta seguendo sempre le medesime procedure e dal punto di vista sanitario è ineccepibile: non ci sono organismi patogeni, micotossine, metalli pesanti, idrocarburi. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dalla chitina, proteina contenuta nel carapace dei grilli che, nelle persone allergiche, può dare manifestazioni che vanno dal semplice eritema cutaneo allo shock anafilattico, come vale per molti altri prodotti (arachidi o crostacei ad esempio).
Un uso prolungato e frequente, anche per chi non è allergico, potrebbe portare a una sensibilizzazione verso il prodotto. Ad ogni modo, i produttori industriali devono sempre segnalare cosa è contenuto negli alimenti, anche la farina di grillo».
La farina di grillo è un’ottima fonte proteica, possedendo una media di oltre il 65% di proteine ad alto valore biologico. Risulta anche ricca di fibre, calcio, vitamina B12, ferro, fosforo e sodio. Ma per quale motivo dovremmo preferirla ad altre fonti proteiche? Utilizzare la farina di grillo potrebbe rappresentare una soluzione per cercare di diminuire l’impatto ambientale causato dagli allevamenti animali?
«Sicuramente la farina di grillo e altri prodotti a base di insetti potrebbero sostituire alcuni alimenti di origine animale -prosegue Macrì -, ma per adesso si tratta di un prodotto di nicchia che, oltretutto costa molto. Si parla di circa 70 euro al chilo, mentre quella di frumento costa due euro al chilo e la farina di soia, farina vegetale più vicina a quella dei grilli dal punto di vista nutrizionale, circa tre euro al chilo. Credo invece che i prodotti a base di insetti potrebbero aiutarci nelle produzioni di origine vegetale. Ricordiamo infatti che gli animali non sono gli unici a incidere sulle nostre risorse ambientali: anche l’effetto della produzione di soia e mais è devastante. In Sudamerica, ad esempio, intere aree sono state deforestate per fare spazio non agli allevamenti animali, ma proprio a coltivazioni di soia e mais utilizzati per l’alimentazione di polli e maiali che, in quanto onnivori, non possono accontentarsi dell’erba come ovini e bovini. Non va però sottovalutato il fatto che con l’allevamento controllato degli insetti si potrebbe ridurre il consumo degli animali selvatici anche nei paesi asiatici, riducendo il rischio di contaminazioni e problemi per la salute. Per stabilire i benefici nutrizionali di questo prodotto, invece, non ci sono ancora elementi sufficienti, trattandosi di un novel food».
A cura di Pier Luigi Cignoli editorialista – Foto ImagoEconomica 
Editorialista Pier Luigi Cignoli

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