MARELLA CARACCIOLO DI CASTAGNETO MOGLIE DI GIANNI AGNELLI, HENRY KISSINGER
Henry Kissinger, (Heinz Alfred Kissinger)nacque a Furth (Baviera) il 27 maggio 1923. E’ stato un politico, un diplomatico statunitense seppure di origini ebraico-germaniche.

Membro del Partito Repubblicano, fu Consigliere per la sicurezza nazionale e Segretario di Stato degli USA sia durante la presidenza di Richard che do Gerald Ford tra il 1969 e il 1977. Nel 1973 fu insignito del premio Nobel per la pace.

All’inizio degli anni ’70 Kissinger si rese protagonista di una innovativa politica estera, raggiungendo alcuni importanti successi per gli USA, che gli valsero un grande prestigio internazionale e una crescente influenza all’interno del governo Nixon. Inoltre i suoi metodi “spregiudicati” nell’azione politica spesso furono motivo di pesanti interferenze, anche militari, su altri governi stranieri, impedendo così la sopravvivenza di realtà politiche ritenute ostili, come nel caso del Cile e dell’Argentina. 

LA STORIAHeinz Kissinger, come detto, nacque a Furth, in Baviera, in una famiglia ebraica-tedesca originaria di Bad Kissinger; suo padre, Louis Kissinger (1887-1982), era un insegnante, sua madre, Paula Stern (1901-1998), una casalinga che accudiva la casa e i due figli, Heinz e Walter (1924-2021). Era una tipica famiglia ebraica, piccolo borghese. Lasciarono la Germania nel 1938 in seguito alle persecuzioni contro i semiti da parte del Nazisti. Prima andarono a Londra e successivamente a New York.

Heinz cambiò il suo nome in Henry. Si iscrisse alla High School George Washington e subito si mise in mostra come uno degli studenti più brillanti. Per proseguire gli studi serali d’inglese, durante il giorno lavorava come operaio. Terminato il liceo, Henry partecipò ai corsi serali del City College e cominciò a studiare ragioneria. Contribuì al bilancio familiare lavorando dapprima in una fabbrica di spazzole, poi in un’altra per pennelli da barba e infine trovò impiego in un ufficio postale.

Il sopraggiungere della guerra nel 1943 lo liberò da una tale vita. Insieme al fratello, Walter, si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti, acquistando così il diritto alla cittadinanza statunitense il 19 giugno 1943. Venne ingaggiato come traduttore per il tedesco nel controspionaggio, con il quale operò fino al 18 aprile 1946 nella Germania occupata. Arruolato come soldato semplice, fu affidato come interprete e aiutante del generale comandante della 84ª Divisione che, nell’aprile del 1945, fu inviata a Krefeld in Germania. Date s le sue capacità gli affidarono l’incarico di riorganizzare l’amministrazione di Krefeld, allo sbando dopo la fuga dei nazisti: mezzo milione di persone senz’autorità, casa, vestiti, cibo. Nel giro di una settimana il soldato semplice Henry Kissinger riuscì a far tornare alla normalità la vita a Krefeld. Venne promosso sergente e subito dopo fu distaccato alla scuola dei servizi segreti del comando europeo, dove insegnava agli ufficiali come scoprire i nazisti che cercavano rifugio nella clandestinità. Terminata la guerra, l’esercito gli offrì di rimanere nella scuola come insegnante civile con un lauto stipendio, ma Kissinger rifiutò, poiché voleva portare a termine gli studi interrotti. Nel 1947 richiese di essere ammesso a Harvard e la sua domanda fu accolta. A 24 anni iniziò così una nuova fase della sua vita

Nel 1950 ottenne “summa cum laude” il B.A. all’Harvard College; nel 1952 il M.A. e nel 1954 il Ph.D., entrambi presso la Harvard University, con una tesi di dottorato su Peace, Legitimacy, and the Equilibrium e nel 1957 pubblicò Nuclear Weapons and Foreign Policy. Kissinger incominciò a lavorare a Harvard a programmi speciali, anche se non come membro di diritto dell’università. Gli venne offerta una cattedra all’Università di Chicago, che rifiutò perché la considerava troppo lontana dalla scena politica di Washington. 

Nel 1959 fu nominato Associate Professor e professore di ruolo nel 1962, nel Department of Government e nel Center for International Affairs, dirigendo dal 1951 al 1971 lo Harvard International Seminar e dal 1958 al 1971 lo Harvard Defense Studies Program. Inoltre svolse consulenze per diversi organismi del governo federale. 

L’uomo che lanciò Kissinger nella politica governativa fu Nelson Rockefeller, miliardario, persona di potere e di grande prestigio, repubblicano e collaboratore del presidente Eisenhower. L’incontro fra i due avvenne nel 1955, nel corso di un seminario che Rockefeller aveva organizzato a New York con istituti di cultura e organismi governativi per esaminare vari problemi di politica internazionale. Rockefeller offrì a Kissinger di lavorare alla Fondazione Rockefeller con il titolo di direttore degli studi speciali.

Cominciò anche una proficua collaborazione con la presidenza Eisenhower e fu anche l’inizio dei suoi rapporti di consulenza, per la politica estera, con i successivi presidenti degli Stati Uniti, Kennedy e Johnson. 

Continuò la sua attività di studioso della strategia politica internazionale e nel 1958 pubblicò il suo primo libro, Nuclear Weapons and Foreign Policy (Armi nucleari e politica estera), che lo portò alla ribalta. Il libro divenne un best seller e richiamò su di lui l’attenzione di politici, giornalisti.

Kissinger propose una nuova teoria della pace e della guerra e un nuovo modo d’impostare i rapporti di potere rispondente alla rivoluzione avvenuta negli armamenti nucleari. Kissinger, nel frattempo, rimase affascinato dai discorsi della “Nuova Frontiera” di John Fitzgerald Kennedy., tanto che Arthur Schlesinger Jr., uno dei consiglieri più stretti del neo presidente, gli offrì una collaborazione part-time. L’esperienza con Kennedy non fu esaltante e Kissinger non riuscì mai a farsi accettare dal gruppo di potere kennediano. Nonostante che le sue teorie strategiche avessero spinto Kennedy a triplicare i fondi per le armi nucleari, presto Kissinger si stancò di Kennedy e viceversa.

Kissinger, dopo l’assassinio di Kennedy, collaborò con Lyndon Johnson, che gli affidò incarichi speciali, come diversi viaggi in Vietnam per verificare l’attendibilità dei rapporti della CIA. Nel corso di queste missioni Kissinger si rese conto degli errori che si stavano commettendo in Vietnam. eppur segnalate non tolsero Johnson dai guai del Vietnam. 

In quegli stessi anni lavorò a un’altra importante opera di carattere storico-politico: A World Restored: Castlereagh, Metternich and the Problems of Peace, 1812-1822 (“Restaurazione di un mondo: Castlereagh, Metternich e i problemi della pace: 1812-1822”), relativa allo studio sui tentativi compiuti dai due statisti europei per riportare la pace in Europa dopo le guerre napoleoniche. 

Nel 1968 Nelson Rockefeller, governatore di New York, era l’unico avversario di Nixon alla convenzione repubblicana di Miami e Kissinger era il suo esperto di politica internazionale. L’8 agosto Rockefeller subì una cocente sconfitta. Nixon fu designato al primo ballottaggio candidato del partito repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti. Fu una delle campagne elettorali più “drammatiche” nella storia degli Stati Uniti. Ad aprile, a Memphis era stato assassinato Martin Luther King e a giugno la stessa sorte colpì Robert Kennedy, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Nixon vinse le elezioni promettendo ai suoi elettori la conclusione della guerra in Vietnam e la restaurazione della legge e dell’ordine. Mandò a chiamare Kissinger e gli offrì la carica di Assistente del Presidente per la Sicurezza nazionale.[4]

Il professore e il presidente erano legati da sostanziali affinità: avevano una naturale predisposizione per la diplomazia segreta, una concezione politica ispirata a un esasperato pragmatismo, un profondo amore per il potere, una stima reciproca, anche se non priva di una certa diffidenza. 

È interessante ricordare quel che Kissinger confessò in una celebre intervista concessa a Oriana Fallaci: “Sono stato contro di lui in ben tre elezioni.”. Ma Kissinger, in meno di un mese, divenne il più importante consigliere del presidente, il suo consulente, compagno, apologista, amico e portavoce.

Nasceva la teoria della “guerra limitata”, dellinkage, del “negoziato permanente” per mantenere un equilibrio mondiale. Kissinger affermò: “Non può esserci pace senza equilibrio di forze.” che lo portò ad un ruolo dominante nella politica estera degli Stati Uniti tra il 1969 e il 1977. 

Ora che la superiorità militare americana si stava ridimensionando e che altri centri di potere stavano sorgendo nel mondo, era necessaria una diplomazia agile e dinamica, che costringesse a una convivenza internazionale, resa indispensabile per evitare il rischio di una guerra atomica.

Nixon sosteneva che le armi nucleari avevano indirettamente imposto una sorta di trattato universale di non aggressione e che il vero compito di compito dei Governanti quello di indicare alternative meno catastrofiche di un olocausto nucleare.

Questo non significava abbandonare l’ipotesi di guerre locali e di una forte e minacciosa strategia militare che continuasse a garantire, tra l’altro, lo sviluppo della potenza industriale e bellica americana.

Kissinger  atal proposito affermò: “«Quello che è importante è che la strategia militare sia accompagnata da una permanente attività diplomatica, poiché il controllo degli armamenti non è meno essenziale della costruzione delle armi.” 

Il banco di prova di questa nuova dottrina fu la guerra nel Vietnam, dove il presidente Nixon si giocava il suo futuro politico.

La parola d’ordine del Presidente Nixon divenne “Vietnamizzazione”: arrivare, cioè, a un progressivo disimpegno in una guerra insostenibile da un punto di vista economico e politico. Kissinger si adoperò al fine d’inserire la pace in Vietnam in un più ampio disegno strategico che vedeva coinvolte la politica delle altre grandi potenze mondiali, Unione Sovietica e Cina.

I primi frutti di questa strategia furono i colloqui di Helsinki per la limitazione delle armi nucleari fra USA e URSS. Kissinger cominciò un’attività di globe trotter della politica internazionale sempre più frenetica: da Parigi a Pechino, da Mosca a Washington, dal Medio Oriente a Hollywood. 

In quegli incontri furono poste le basi degli accordi SALT, il primo trattato di non proliferazione nucleare che, nel marzo 1970, sarà sottoscritto da 100 paesi con la sola esclusione di Francia, India, Cina, Brasile. Il lavoro di definizione del SALT 1, prima, e del SALT 2, poi, sarà motivo di una lunga trattativa diplomatica tra Stati Uniti e URSS. 

Kissinger, pioniere della politica della “distensione”, verrà fortemente osteggiato sia dalla sinistra pacifista, sia dalla destra anticomunista. 

Diventato Segretario di Stato, si adoperò per l’allentamento della tensione con l’Unione Sovietica e negoziò il trattato SALT e l’Anti-Ballistic Missile Treaty.

Nel 1971 compì due viaggi segreti in Cina per preparare il viaggio di Nixon del 1972, con il quale si diede avvio alla normalizzazione delle relazioni tra USA e Repubblica Popolare Cinese.

Il coinvolgimento di Kissinger nella guerra del Vietnam era iniziato nel 1967, come tramite di un’iniziativa segreta di pace, in codicePennsylvania. Nixon, eletto presidente nel 1968 su una piattaforma di peace with honor, “vietnamizzò” il conflitto con l’assistenza di Kissinger e gli affidò la conduzione delle trattative di pace a Parigi, che si conclusero il 15 gennaio 1973 con un accordo per il cessate il fuoco. Nel 1973 venne assegnato sia a Kissinger che al vietnamita Le Duc Tho, il premio Nobel per la pace, premio che Le Duc Tho rifiutò e Kissinger non si presentò, scusandosi, alla cerimonia.

Kissinger ebbe inoltre un ruolo di sostegno attivo al colpo di Stato militare dell’11 settembre 1973, operato da Augusto Pinochet, instauratore di un regime autoritario accusato di commettere crimini contro l’umanità, organizzatore di un golpe in cui perse la vita il presidente socialista democraticamente eletto, Salvador Allende e altri 3 000 cittadini cileni. Nel 2001 iniziarono a essere formalizzate accuse precise e vennero aperte varie inchieste.[7] Il 28 maggio 2001, a Parigi, Kissinger ricevette un mandato di comparizione dalla magistratura francese per testimoniare sulla sparizione di cinque cittadini francesi nei primi giorni della dittatura di Pinochet; Kissinger, però, lasciò la Francia la sera stessa.

Kissinger sostenne sempre di essere stato del tutto estraneo agli eventi del 1973, pur ammettendo la sua responsabilità in attività di destabilizzazione – compreso l’avallo a un colpo di Stato che fallì – negli anni 1970 e 1971.

Sempre nel 1973, in ottobre, Kissinger negoziò la fine della guerra del Kippur, iniziata con l’attacco di Egitto e Siria allo Stato di Israele, ma poi vinta da quest’ultimo. Sfruttando l’indispensabilità degli Stati Uniti per Israele, isolato in Medio Oriente, esemplificata da un massiccio ponte aereo (su cui Kissinger era perplesso e che provocherà un embargo petrolifero di sei mesi da parte dell’OPEC), ottenne in fase armistiziale che Israele si ritirasse su linee più arretrate (dietro una forza d’interposizione ONU) rispetto a quelle antecedenti al conflitto sia sul fronte egiziano sia su quello siriano[8], e pose le premesse del riavvicinamento fra Stati Uniti ed Egitto e della pace fra Egitto e Israele, che sarà siglata a Camp David sotto la presidenza Carter (1978).

Nel periodo dello “scandalo Watergate” (17 giugno 1972-9 agosto 1974) Kissinger risultò estraneo e quindi rimase uno dei più popolari membri dell’amministrazione. Alle dimissioni di Nixon il 9 agosto 1974, mantenne l’incarico nell’amministrazione Ford. Negli ultimi giorni dell’amministrazione Nixon, Kissinger fu molto vicino al presidente. 

In Africa, in seguito alla dissoluzione dell’Impero coloniale portoghese (1974), Ford e Kissinger appoggiarono le forze politico-militari anticomuniste sia in Angola che in Mozambico e Kissinger ebbe un ruolo decisivo nella fine del regime razzista bianco in Rhodesia e nella sua sostituzione con un governo della maggioranza nera (Zimbabwe).

Nel dicembre 1975 Ford e Kissinger incontrarono a Giacarta il presidente indonesiano Suharto e, secondo taluni diedero la loro approvazione all’invasione di Timor Est. Tali fatti provocarono la morte di un numero di persone da 103 000 a 183 000.

Dopo la conclusione dell’amministrazione Ford, Kissinger non ricoprì più alti incarichi, in quanto la nuova amministrazione era democratica. 

Tuttavia, Kissinger rimase attivo sulla scena americana e globale, partecipando ad attività di gruppi politici come la  Trilateral Commission e svolgendo attività di consulente, conferenziere, commentatore televisivo e scrittore (diarista), oltre che di consigliere di amministrazione in diverse imprese con proiezione internazionale. Nel 1977, appena cessato dal servizio, Kissinger entrò a far parte del Center for Strategic and International Studies della Georgetown University e nel 1989 fondò una società di consulenza, laKissinger Associates.

Sul finire degli anni ’80 risultò decisivo per la mediazione con la FIFA che garantì agli USA l’organizzazione del campionato di calcio del 1994. Grande appassionato di tale sport, Kissinger fu anche presidente onorario del comitato organizzatore dell’evento.

Nel 2001 il giudice argentino Rodolfo Corral emise nei suoi confronti un mandato di comparizione per la presunta complicità nell’ Operazione Condor. Nonostante quest’incriminazione e quella ricevuta dalla magistratura francese, nel 2002 il presidente Geoge W. Bush lo nominò Presidente della Commissione incaricata di chiarire gli eventi dell’11 settmbre 2001 ma questo suscitò aspre critiche da parte di coloro che lo accusavano di crimini di guerra; Kissinger si dimise dalla commissione il 13 dicembre 2002.

Nel luglio 2023, due mesi dopo aver compiuto cento anni, effettuò un nuovo viaggio in Cina, durante il quale ebbe un colloquio con il Segretario del Partito Comunista Cinese Xi Jinping a Pechino.

KISSINGER muore il 29 novembre 2023 nella sua casa di Kent nel Connecticut, all’età di 100 anni.

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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