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FLAVIO BERTOZZI IN “TRE UOMINI E UNA PANCA”

TRE UOMINI E UNA PANCA

A noi italiani il calcio piace troppo. Ma ci piace ancora di più tifare per la nostra squadra del cuore. Esiste una città che ama la sua squadra più di ogni altra e quella città è Cesena. Per i cesenati, il Cavalluccio bianconero è tutto. C’è addirittura una persona che ha scritto dei libri su questa squadra e il suo nome è Flavio Bertozzi (classe 1976), da Gatteo Mare. Giornalista del Corriere dello Sport- Stadio (per 12 anni alla Voce di Romagna, dove ha scritto più di 12.000 articoli), opinionista della trasmissione ‘Tifo Cesena’ che va in onda su VideoRegione, ma anche soprattutto tifoso, da sempre, del Cesena. L’ultimo romanzo, che è andato letteralmente a ruba, si intitola ‘Tre uomini e una panca’, ed è edito da La Cesenate Edizioni.

Quando ha deciso di scrivere questo libro?
‘L’idea mi ronzava in testa già da 2-3 anni. Volevo raccontare in modo diverso gli allenatori che hanno fatto la storia del Cesena Calcio. Poi, la scorsa estate, mi sono deciso a partire. La prima intervista l’ho fatta a quel bisbetico domato che risponde al nome di Pierpaolo Bisoli: lunga, lunghissima, pregna di aneddoti, amarcord e simpatica. E siccome l’appetito vien mangiando….’

Di cosa parla esattamente il libro ‘Tre uomini e una panca’?
‘Marchioro, Bolchi e Bisoli: sono loro tre gli allenatori più importanti della lunga e ricca storia del Cesena. Il primo ci ha portato in Europa nel 1976, il secondo è stato l’artefice nel 1987 della promozione bianconera più bella di sempre, il terzo ha fatto gioire il Cavalluccio per ben tre volte. Nel libro si parte da queste tre interviste succose, poi si continua con tutti gli altri miti bianconeri da panchina. Bigon, Cavasin, Bagnoli, Vicini, Castori, Lippi, Ficcadenti: non manca nessuno. Ma il libro non è solo interviste, infatti non mancano i miei ricordi, le risate, le riflessioni, le polemiche, i numeri, gli aforismi da ricordare e da dimenticare, gli allenatori che ci hanno fatto incazzare in tutti questi anni.’

Cosa rappresenta la squadra del Cesena per la città?
‘Tutto! In città, chi più chi meno, tutti tifano Cesena. Bambini di 10 anni o anziani di 90 anni: tutti hanno il cuore colorato di bianconero e non sto parlando di Juventus. A Cesena, a differenza del 99,99% delle città di provincia del Bel Paese, la Vecchia Signora passa in secondo piano, così come l’Inter e il Milan.’

Quanto è tifoso del Cesena, da uno a dieci?
‘Undici! Perché anche io, come tanti altri romagnoli doc, sono cresciuto a pane, biscotti Plasmon e Cavalluccio. Da piccolino avevo un debole anche per il mitico Parma di Minotti e Apolloni. Anche adesso simpatizzo per i ducali, ma il Cesena è il Cesena.’

Quanto è difficile scindere il ruolo di giornalista sportivo da quello di tifoso?
‘Se è difficile scrivere per la squadra del cuore? Difficilissimo. Ormai, però, ci ho fatto il callo. Se non sei imparziale, se ti lasci guidare dal tifo, è finita. Perdi di credibilità ed è questa la sfida personale più dura da affrontare, giorno dopo giorno. Ogni tanto, però, pure io cado in tentazione e quando accade è un vero macello.’

Perché, secondo lei, sta avendo così successo il suo libro? Se lo aspettava?
‘Non saprei, davvero. Sono anche io sorpreso da tutto questo interesse che è nato attorno a ‘Tre Uomini e una Panca’. No, non me l’aspettavo. Anche se sapevo benissimo che un’intervista in esclusiva a Bisoli, avrebbe potuto scatenare un po’ di curiosità nel popolo bianconero. Ecco, sì: forse il ‘segreto’ di tutto ciò è Bisoli, perché questa persona fa parlare di sé, sempre e comunque.’

‘Tre uomini e una panca’ è edito da La Cesenate Edizioni. Da quanto conosce l’editore Carlo Costantini?
‘Da almeno una decina d’anni. Già in passato avevo collaborato con l’inossidabile Carlo per www.cesenale.com. Poi ci siamo persi un po’ di vista. E’ stato un piacere ritrovarlo in occasione di questa pubblicazione edita da La Cesenate. E’ sempre un piacere lavorare con Carlo, con questo imprenditore alla mano, simpatico, disponibile, poliedrico e pieno di idee. Un personaggio che, come me, anzi più di me, vuole bene al Cesena e lo ha dimostrato dalla serie C alle famose due promozioni con Bisoli, la prima a Verona e la seconda memorabile in quel di Piacenza.’

Quanti libri ha scritto fino a questo momento? Ne ha pubblicati altri con La Cesenate Edizioni?
‘Questo è il mio primo libro che esce con La Cesenate Edizioni. In passato ne ho pubblicati tre per la Voce di Romagna: ‘Cesena, storiA di un grande sogno’, ‘Cesena, amore mio’ e ‘Aneddoti in bianco e nero’. Con Carlo Costantini, dunque, ho calato il poker.’

In questo momento sta lavorando a un altro?
‘Assolutamente no! Ora mi sto concentrando solo sulla volata salvezza. O ci si salva o si finisce all’inferno. La serie B è un bene vitale e non sto parlando del Vitale giocatore.’

Secondo lei, da tifoso e giornalista, il Cesena si salverà quest’anno?
‘Cuore e testa dicono di sì. Questo Cesena continua ad essere schiavo delle sue solite paure, delle sue solite amnesie, delle sue solite lacune strutturali. Troppi giocatori stanno deludendo su tutta la linea. Però, alla fine, di riffa o di raffa, io penso che Capelli e soci riusciranno a meritarsi un altro pass per la serie B, anche grazie alle penalizzazioni altrui. Sì, dobbiamo aggrapparci anche a questo, perché la B è una corrida in cui vale tutto.’

A cura di Nicola Luccarelli – Cover La Cesenate edizioni

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