Gli infanticidi in Italia

Ricordo che quando ero piccolo la mia cara mamma di tanto in tanto – a giusta ragione – mi urlava: “Come ti ho creato, ti distruggo”. Non è mai successo, anzi, mi ha cresciuto, forse anche troppo! Da allora il “mondo” è molto cambiato. Dalla lunga e controversa vicenda per la morte del figlio di Annamaria Franzoni, alla recente tragedia della piccola Elena uccisa per la folle gelosia nei confronti dell’ex marito.

Un percorso durato vent’anni e lastricato d’inesorabili tragedie famigliari. Oggi la felicità che può recare una maternità non è più quella di dare alla luce una nuova vita ma soltanto di “possedere” un figlio che risponda ai nostri ideali. Occorre sempre ricordare a noi stessi che il possesso non è mai amore. Secondo un’indagine aggiornata di Eures (rete di cooperazione europea – ricerche economiche e sociali) dal 2002 al 2019 sono stati 473 i bambini uccisi dai genitori.

Facendo riferimento allo stesso periodo sono 85 le creature che hanno perso la vita con meno di un anno. Non riusciremo mai a trovare un motivo per tentare di capire perché le mamme uccidono i propri figli.

Gennaio 2002: un bimbo di appena tre anni è ucciso a Cogne (Valle d’Aosta). La mamma è condannata a sedici anni di reclusione. Si è sempre dichiarata innocente.
Maggio 2005: a Casatenovo (Lecco) un bambino di cinque mesi è trovato annegato a faccia in giù nella vasca da bagno. La madre, prima inventa una fantomatica storia, poi confessa. Agosto 2011: a Feniglia (Grosseto), una donna uccide il figlio di sedici mesi lanciandolo in mare durante una gita in pedalò. Nel suo personal computer furono trovate le prove del delitto. Aprile 2013: a Corovigno (Brindisi), la madre avvelena la figlia di tre anni con il diserbante che la fa morire lentamente tra atroci dolori; dopodiché si lancia dal terrazzo. Lascia un biglietto “Vado via, porto mia figlia con me”. Novembre 2014: a Ragusa un ragazzino di otto anni è trovato in un canalone a quattro chilometri dalla scuola che frequentava. La madre che ne aveva denunciato la scomparsa, ha anche collaborando con la polizia nelle ricerche. È stata condannata a trent’anni di carcere. Marzo 2021: a Cisliano (Milano), una bambina di due anni è uccisa dalla mamma. Dopo avere colpito a morte la figlia, la donna ha tentato, senza successo, di togliersi la vita. Giugno 2022: a Catania, sette coltellate alla figlia di quattro anni dopo l’asilo. La donna si era dapprima inventata il rapimento, poi, dopo una notte di bugie, è crollata e ha confessato senza però pentirsi di quanto aveva fatto. Il corpo della bambina è stato trovato dagli inquirenti sotterrato in un campo.

Nelle confessioni delle mamme assassine si possono trovare molte volte gli stessi deliri. Sentivo le voci che mi dicevano di ucciderlo. Oppure, ho dovuto farlo per salvarlo dalla vita. Purtroppo la vita che pensava di salvare era proprio la sua, non quella del povero e incolpevole bambino.

IL vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica

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