La Federazione Giuoco Calcio ha inviato una lettera alla trasmissione Report in riferimento alla puntata di lunedì scorso 6 dicembre, in particolare al servizio a firma Daniele Autieri “Febbre a 90”, facendo alcune precisazioni con esplicita richiesta di rettificare nella prossima puntata. Dalla lettera riservata della Covisoc, ai ritardi dei pagamenti dei club di Serie A, fino al Chievo Verona di Luca Campedelli e ai ripetuti riferimenti di presunti ritardi dell’azione della Procura Federale della Figc.
“Tanto si doveva per ripristinare la corretta informazione e la completa esposizione di fatti che, come riportati nella suddetta puntata, hanno leso l’immagine e distorto l’operato della Federcalcio. In assenza di opportuna rettificata, la Figc si riserva di tutelare la propria onorabilità nelle sedi opportune”, termina la lettera.

La memoria della Figc fa esplicito riferimento ad “una lettera riservata della Covisoc del 30 giugno in cui sono riportate richieste in merito alla ricapitalizzazione delle perdite dei Club, facendo allusivamente intendere che la Figc non abbia voluto deliberatamente mantenere un regime severo nelle Licenze Nazionali per l’ammissione ai campionati. A tal proposito, risulta opportuno sottolineare in premessa la proficua interlocuzione tra Figc e Covisoc, basata sul rispetto dei ruoli, uno politico e l’altro tecnico, ma è anche doveroso riscontrare (visto che nessuna richiesta è pervenuta ai nostri uffici da alcun componente della Vostra Redazione) che la materia poi oggetto della missiva era già stata discussa nella riunione di maggio del Consiglio Federale, in sede di approvazione delle Licenze Nazionali”, spiega la Figc che sottolinea come in quella occasione “è stato chiarito come non si potesse prevedere alcuna ‘specialità’ alle Società di calcio rispetto a quanto riconosciuto dalla normativa emergenziale a tutte le società di capitali”.

La trasmissione ha pubblicato sui social le risposte alla lettera della Figc e in merito alla questione della lettera inviata dalla Covisoc, Report precisa “che la Covisoc è l’organo tecnico di controllo, incaricata da statuto di monitorare la situazione economico-finanziaria dei club di calcio. Si tratta quindi della più autorevole delle fonti in tema di sostenibilità finanziaria dei club. Risulta evidente che la stessa Covisoc ha una interpretazione differente da quella dell’organo politico della Federcalcio. Rispetto alla questione della veridicità dei bilanci, è vero che esistono regole statali che disciplinano la materia, ma è pure ovvio che l’interesse perseguito dallo Stato è diverso e distinto da quello che dovrebbe ispirare l’operato della Figc. L’interesse dello Stato è quello di garantire quanto più possibile la correttezza dei rapporti fra privati….L’interesse della Figc è diverso e speciale. Tale Ente è chiamato a garantire il valore della regolarità dei campionati e del cosiddetto merito sportivo”, risponde la trasmissione.

La Figc poi nella lettera fa riferimento a ritardi nel pagamento degli stipendi dei tesserati di un numero non precisato di Società di Serie A: “tale ricostruzione è priva di fondamento perché, in base alle scadenze federali, tutti i Club hanno ottemperato al pagamento degli stipendi nei termini previsti, sia se si prende in considerazione l’iscrizione al campionato, sia se si prendono in considerazione le altre mensilità da saldare entro il 30 settembre”. Mentre Report replica che “sui ritardi dei pagamenti non abbiamo mai indicato che la pratica fosse illecita, ma ci siamo limitati a fotografare il fenomeno non certo dormiente. Un fenomeno regolato dalla Federcalcio in accordo con i club, come confermato dallo stesso Umberto Calcagno (presidente dell’Aic) che ha dichiarato che quasi tutti i club di serie A non hanno pagato almeno una mensilità nell’anno scorso”.

Inoltre nell’intervista all’ex presidente del Chievo Luca Campedelli, “lo stesso afferma che per la giustizia sportiva endofederale ‘le regole per i nemici si applicano e per gli amici si interpretano’ senza che l’autore del servizio lo contraddica o lo stesso conduttore specifichi come, nel giudizio sull’ammissione al campionato, la Società Chievo non è stato dalla giustizia federale, bensì è stata giudicata per ben 15 volte solo da organi di giustizia esofederali (Collegio di Garanzia dello Sport, Tribunale Amministrativo del Lazio e Consiglio di Stato)”, sottolinea la Figc. La trasmissione in onda su Rai 3 replica che “all’interno dell’inchiesta abbiamo riconosciuto e sottolineato le responsabilità del Chievo e di Luca Campedelli, ribadendo anche durante l’intervista la quantità considerevole di debiti IVA accumulati. Abbiamo peraltro ricordato il ruolo del Chievo nella vicenda plusvalenze che lo ha coinvolto nel 2018 e l’attività della Procura Federale, oltre che della magistratura ordinaria”.

Infine in relazione “ai gravissimi e ripetuti riferimenti di presunti ritardi dell’azione della Procura Federale della Figc” sul tema oggetto del servizio, la Federazione riporta le risposte rese a mezzo mail dal Procuratore Federale Giuseppe Chinè e che, tenuto conto dell’omissione nel montato andato in onda il 6 dicembre us, chiediamo di citare integralmente e dalle quali si evince il corretto operato della stessa Procura”, spiega la Figc. A questo ultimo punto Report risponde che “per quanto attiene alle attività della Procura Federale in merito alla vicenda plusvalenze, ci siamo limitati a riportare i fatti, ovvero che la stessa Procura era stata informata delle anomalie su 62 trasferimenti sospetti e che ad oggi nessun provvedimento sportivo nei confronti delle squadre coinvolte in quei trasferimenti è stato preso. E infatti la stessa Procura ci conferma nelle sue risposte che, a fronte delle segnalazioni della Covisoc datate aprile 2021, l’indagine è stata aperta solo il 26 ottobre del 2021, ovvero in concomitanza con le uscite di stampa sull’indagine Covisoc”. Sicuramente tra FIGC e Report la partita è ancora aperta.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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