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FERRARI TUTTO AGRO E NIENTE DOLCE

Ormai è acclarato, la Ferrari 2020 è qualcosa di molto simile ad un “bidone” ed è unitile farsi troppe illusioni su cosa potrà succede in questa sciagurata stagione; il sucondo posto inaugurale di Leclerc è stato un regalo della fortuna, ma per vederlo ripetere sui restanti circuiti occorrerà un vero e proprio miracolo, che al momento pare sommamente impossibile.

Vettel dice che si aspettava il doppiaggio della Mercedes di Hamilton? Sarà ma allora perchè non dire subito che la macchina non andava, o magari sarà per quello che questo sarà il suo anno d’addio a Maranello? Il tedesco, quattro volte Campione del Mondo (meglio ricordarlo, ma anche che in Ferrari ha sbagliato pure lui come mai in carriera) ha già staccato la spina anche se sembra difficile possa farlo?

In Ferrari non è la prima volta che propongono una macchina decisamente non all’altezza della fama della Casa di Maranello; è successo parecchie volte che la rossa corresse più per tradizione che per competitività, più per la storia che per la possibilità di essere vincente, anche se questo non dovrebbe succedere, specie oggi che la tecnologia aiuta non poco, ma certo che se la utilizzi male o in modo errato, non basta più la bravura di un meccanico o girare una vite ….

Il dominio Mercedes ha portato a tanti cambi nella Scuderia italiana, senza per altro ottenere di tornare ai vertici, o perlomeno di giocarsela sino alla fine; Hamilton è il più bravo? Ok, ma si può stare dietro ad un Bottas qualunque, anche se guida una “Freccia”? Il finlandese ha dei limiti palesi, dimostrati anche in Ungheria, altro che lottare per il titolo, e se davvero i piloti ferraristi valgono quanto li si loda, basterebbe una macchina degna di questo nome per (almeno) giocarsi il titolo costruttori, ed invece?

Invece si arriva dietro una serie di seconde linee che paiono, calcisticamente parlando, se non il Real, almeno l’Atletico contro l’Alaves, altro che storie, e se pure si fanno le solite porcherie e qualcuno bara, un gap così evidente, dipende solo eventualmente dalle “manfrine” altrui, tra copiature clamorose e motori che sembrano arrivare dalla NASA?

Costruire una Formula Uno competitiva è certamente difficile, ma la Ferrari è davvero meno capace della Mercedes? E possibile che non si trovi un Team Principal che sappia azzeccare una strategia decente in tre gare mondiali? Possibile arrivare dietro a costruttori che hanno un budget inferiore almeno della metà di una delle più grandi ed apprezzate case automobilistiche al mondo?

Il Direttore Maurizio Vigliani – Foto Ansa

scrivi a: direttore.costantinieditore@gmail.com

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