MANIFESTAZIONE A ROMA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE PROTESTA CORTEO MANIFESTANTE MANIFESTANTI NON UNA DI MENO PALLONCINO PALLONCINI

Pare sia un viaggio inarrestabile, che al termine prevede di solito una condanna a morte. È come assistere a un film dell’orrore, perché il numero dei femminicidi nel nostro Paese continua ad aumentare vertiginosamente.

Al momento non esistono strade sicure né case sicure, compagni o ex affidabili, la verità vera è che la nostra cultura normalizza l’abuso e non difende il corpo della donna. Secondo l’ultimo report del Viminale – pubblicato in occasione del comitato per l’ordine e la sicurezza di agosto – nel 2022 si contano 125 femminicidi, rispetto ai poco più di cento dell’anno precedente.

Occorre però ricordare che lo scorso anno è stato particolare perché contraddistinto dalle restrizioni per la pandemia. Di questi, 108 sono stati compiuti in ambito familiare o affettivo. Sono sessantotto le donne che sono state uccise da un uomo cui erano o erano state legate da una relazione. Per il resto, sempre secondo il Ministero dell’Interno, nell’ultimo anno, sono diminuite le denunce per stalking: 15.817 a fronte delle 18.653 del periodo prima esaminato. Sono invece aumentati gli ammonimenti del questore, 3.100 contro 2.565, di cui oltre la metà per violenza domestica.

Comunque sia impressiona la percentuale sempre crescente dei femminicidi. Oggi, infatti, se ne conta uno ogni tre giorni. Una volta non era così. Se in generale il numero degli omicidi in venti anni è diminuito di quattro volte, quello con vittime femminili è continuo, se non in lenta crescita. L’omicidio di una donna, di regola per mano del marito, ex compagno o individuo geloso che vuole punire la libertà femminile, è una costante nella cronaca nera giornaliera. Sono storie che tendono a essere tutte uguali.

C’è sempre un marito o compagno che non si rassegna alla fine di una relazione e reagisce con un crescendo di violenze, fisiche e/o psicologiche, fino ad arrivare all’epilogo finale, il più delle volte con esito mortale. Di regola sono delitti nei quali si scopre subito il colpevole, perché l’assassino si toglie la vita o perché si consegna alle forze dell’ordine.

Il fenomeno è sempre presente e nulla pare estirparlo. Le ultime leggi introdotte, conosciute come “Codice Rosso” non sono riuscite a invertire il trend. Evidentemente occorrerebbe qualche cosa di più. Il governo Draghi aveva riconosciuto la necessità e urgenza di rivedere alcune norme. Nulla è stato fatto. Alcune ministre avevano anche presentato un disegno di legge per dare alle forze di polizia e ai magistrati strumenti più efficaci. Purtroppo, la fine anticipata della legislatura ha interrotto il percorso, ma non i femminicidi.


Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica 

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