Federica Pellegrini compie l’ennesima grande impresa, diventando, di diritto, la campionessa leggendaria del nuoto.
Ieri a Budapest l’oro mondiale nei 200 stile libero, il terzo in carriera, la settima medaglia consecutiva( nessuno ci è mai riuscito fino ad ora).

Le avversarie, Katie Ledecky e Emma MC Keon si sono dovute accontentate delle briciole lasciate dalla Pellegrini che, invasa da mille emozioni e tormenti, non si è fatta sopraffare, mantenendosi spaventosamente lucida verso l’obbiettivo.
“Non posso smettere di nuotare tra le lacrime” aveva dichiarato la campionessa prima della gara.
Il suo rapporto con i 200 si era bruscamente interrotto a Rio, dove la zona medaglia è clamorosamente evaporata, facendo gridare a Federica piangente il ritiro.
La caduta, lo sgomento, il desiderio di ritiro, affrontato, combattuto e vinto grazie alla sua determinazione, alla sua fame, alla voglia di riscatto e soprattutto all’affetto delle persone per lei importanti.

La forza delle leggende non è quella di non cadere mai, ma di saper rialzarsi sempre.
Come ha fatto Federica che adesso, come ha dichiarato, può lasciare definitivamente questa disciplina con l’animo in pace, felice del grande e inaspettato traguardo raggiunto.

“Mai avrei pensato di poter fare questo a un Mondiale, ero solo concentrata sulla settima medaglia”.

Invece il sogno è divenuto realtà e adesso la Pellegrini è nella storia del nuoto, anche se non è certo sazia.

La sua “dichiarazione d’addio” ai 200 metri stile libero, non significa che abbandonerà la vasca, ma solamente che proverà a cimentarsi in altre imprese, all’età di 29 anni, che nel nuoto significa nonnismo.

Non per lei, non per una leggenda dello sport italiano, pronta, anzi prontissima a regalare ancora emozioni, a infrangere ancora record, a lasciare ancora polvere alle sue avversarie.
Queen Fede

A cura di Giacomo Biondi

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