Famiglie in difficoltà sotto l’esercizio educativo e propositivo.

La nostra Costituzione assegna alla famiglia e alla scuola la responsabilità di educare e di istruire i giovani in un impegno educativo condiviso. Pertanto, i genitori e gli insegnanti, hanno un ruolo di grande rilevanza nello sviluppo dei minori.
In questo lungo e negativo periodo, legato al perdurare della “Pandemia”, pare che tali “obblighi” siano venuti meno, lasciando gli adolescenti più liberi e di conseguenza meno controllati. La tragica scomparsa – per un gioco idiota – della bambina di Palermo di dieci anni e del bambino di Bari di nove, trovati impiccati nelle loro abitazioni, hanno riacceso un dibattito mai spento sull’utilizzo “disinvolto” dei social da parte anche dei più giovani.

Potremmo aggiungere che sarebbe ora e che – anche la politica – se ne occupasse con provvedimenti ad hoc! Occorrono leggi chiare, una tra queste dovrebbe prevedere la maggiore età per navigare in rete. Purtroppo, oggigiorno, la vita degli adolescenti è risucchiata, con sempre maggiore frequenza, nel mondo virtuale del Web e in certi casi molto pericoloso dei social. Sfide inoffensive come balletti, canzoni cantate al karaoke, prove di abilità assolutamente innocue.

Di contro anche gare molto pericolose come “Skullbreaker Challenge”, l’ultima stupida moda che ha preso piede su TikTok. Come si può intuire dalla traduzione, la “sfida spacca cranio” è uno scherzo molto pericoloso svolto da due persone complici che chiedono a una terza, del tutto ignara, di saltare, prima di provocare con uno sgambetto la caduta all’indietro del malcapitato partecipante.

In questo “gioco” si rischiano danni permanenti, o addirittura peggio. Oppure la “Black out challenge”, una nuova e terribile moda che sembra spopolare tra i giovanissimi. La sfida consiste nel legarsi per più tempo una cintura o corda al collo – dove ci si strangola – fino a provocare l’asfissia e perdere i sensi. I social non sono pericolosi in sé ma è pericoloso l’uso che se ne può fare lanciando sfide folli o accettandole anche a rischio della vita. Per questo motivo la Polizia di Stato rivolge qualche piccolo consiglio di buon senso in particolare ai genitori. Parlate ai ragazzi delle nuove sfide che girano in Rete in modo che non ne subiscano il fascino; alcune challenge espongono a rischi medici (assunzione di saponi, medicinali, sostanze di uso comune come cannella, sale, bicarbonato), altre inducono a compiere azioni che possono produrre gravi ferimenti a sé o agli altri (selfie estremi, soffocamento autoindotto, sgambetti, salti su auto in corsa, distendersi sui binari).

Assicuratevi che abbiano chiaro quali rischi si corrono a partecipare alle sfide online. I ragazzi spesso si credono immortali e invincibili per un’immaturità delle loro capacità di prevedere le conseguenze di ciò che fanno. Monitorate la navigazione e l’uso delle app social, anche stabilendo un tempo massimo da trascorrere connessi. Mostratevi curiosi verso ciò che tiene i ragazzi incollati agli smartphone: potrete capire meglio cosa li attrae e come guidarli nell’uso in modo da essere sempre al sicuro. Se trovate in rete video riguardanti prove pericolose, se sui social compaiono inviti a partecipare a challenge, se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti le sfide, segnalateli subito alla Polizia Postale anche sul sito del “Commissariato di ps online”.

Nel corso delle indagini che proseguono a ritmi serrati, per evitare nuove morti a causa di giochi pericolosi, la Polizia Postale della capitale ha denunciato un’influencer 48enne siciliana, con un profilo su TikTok, per “istigazione al suicidio”. Nei suoi video sfide estreme a rischio emulazione. E’ consigliabile la massima attenzione se veramente abbiamo a cuore la crescita dei nostri giovani.

Ugo Vandelli vice direttore “Il Popolano” 29 gennaio 2021

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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