Quest’assegnazione profuma di entusiasmo e porta con sé grandi premesse. L’Europeo 2032, infatti, sarà diviso tra Italia e Turchia. Il finale era già scritto, ma ora che è arrivato anche il via libera dal Comitato esecutivo dell’Uefa, il risultato si presenta con il vestito della festa e l’Italia del pallone applaude la scelta fatta. Per i turchi sarà la prima volta perché la federazione di Istambul non ha mai organizzato un mondiale o un europeo. Lo farà tra nove anni, dopo i cinque tentativi per ottenerli andati a vuoto. Per noi, sempre in cerca di alibi di fronte ad un sistema calcio che fa costantemente a cazzotti con molte criticità primordiali, sarà l’ultima chiamata per ridare un volto nuovo a stadi dall’età media che supera i 60anni – nel periodo 2007-2022 ne sono stati costruiti solo cinque – al cospetto del più moderno e “vecchio” continente.

Turchia e Italia, bagnati dallo stesso mare, ma con criticità dai valori opposti. Da una parte il rispetto dei diritti umani, dall’altra la storia legata alla passione più profonda. Per la prima volta, un evento sportivo sarà diviso tra due Paesi non confinanti, anche se questa idea sarà già attuata nel 2026 con i Campionati del Mondo assegnati ad America, Canada e Messico e ancora nel Mondiale del 2030 destinati a Portogallo, Spagna e Marocco. Le dieci città che per ora sono candidate a diventare i salotti belli di Euro 2032, ridotte poi a cinque in una sfida interna sono: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Verona, con Palermo pronta a subentrare.

Partirà da subito un’accesa competizione per aggiudicarsi le partite, anche solo quella dei gironi. Gli impianti dovranno essere pronti, moderni e confortevoli. Quello che oggi proprio non si può dire, perché l’età dei nostri stadi di serie A si aggira sui 68anni. Chi ha tempo non aspetti tempo, per questo motivo è già stata assegnata anche l’edizione che precederà la nostra, cioè nel 2028, in Regno Unito e Irlanda.

Delle dieci sedi sei saranno in Inghilterra e una ciascuna in Irlanda del Nord, Repubblica d’Irlanda, Scozia e Galles. A Wembley si dovrebbe giocare la finale. Gli organizzatori stimano che il torneo procurerà circa tre miliardi di euro in benefici economici per le cinque nazioni ospitanti. Cifra che autorizza a stimare un giro di affari miliardario anche per la nostra nazione nel 2032. Un solo jolly da giocare, con la speranza di essere anche protagonisti in campo.


Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto ImagoEconomica 

Il Vice Direttore Ugo Vandelli

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