L’Europarlamento approva la riforma del copyright. Dunque sono in arrivo nuove norme sul diritto d’autore. 348 i parlamentari favorevoli, 274 contrari e 36 astenuti. Ora spetterà agli Stati membri, tra un mese, dare l’ultimo ok formale.

Soddisfatto il presidente del Parlamento Ue Tajani: l’Europa “ha scelto di mettere fine all’attuale giungla digitale, stabilendo regole moderne e al passo con lo sviluppo delle tecnologie”. Per Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, il voto di oggi sancisce un principio a tutela di una “stampa libera e indipendente”. Ora l’obiettivo è una “attuazione in tempi rapidi”. La replica di Google, uno dei colossi del web direttamente interessati, non si fa attendere: “La direttiva sul copyright è migliorata, ma porterà comunque a incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell’Europa”.

Le nuove norme, che estendono diritti e obblighi già consolidati nell’off-line all’universo online, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web accordi migliori (o accordi ex novo) sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere diffuse sulle piattaforme web. Colossi come YouTube, Facebook e Google News saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sui loro siti (anche gli aggregatori di notizie): saranno dunque chiamati a condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti.

La condivisione di frammenti di articoli di attualità (i cosiddetti “snippet”) è espressamente esclusa dal campo di applicazione (ma il testo specifica che il testo deve essere “molto breve”). Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature e parodie è stato protetto, garantendo che “meme” e “GIF” continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.

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