L’Italia esce dall’Olimpico di Atene con tante note positive. Il 3-0 inflitto alla Grecia nella terza gara di qualificazione a Euro 2020 consegna il primato in classifica nel Girone J a punteggio pieno e la consapevolezza di aver ritrovato gioco e compattezza, oltre a un gruppo valido. Martedì a Torino, contro la Bosnia, una nuova prova utile a confermare la tendenza. E magari a dare uno strappo verso l’approdo alla fase finale dell’Europeo. Intanto, col successo della Finlandia 2-0 sulla Bosnia e dell’Armenia 3-0 sul Liechtenstein, la classifica vede gli azzurri a 9 punti inseguiti dalla Finlandia a 6 (Grecia e Bosnia 4, Armenia 3, Liechtenstein 0).

Belotti titolare (dopo un anno) al centro dell’attacco, fra Chiesa e Insigne. Per il resto azzurri schierati col 4-3-3 ampiamente annunciato negli effettivi. Anastasiatis sceglie uno schieramento molto coperto, affidandosi a Manolas e Papasthatopoulos come difensori centrali. Fortounis punta unica, dall’esito impalpabile. La partita, infatti, è costantemente nelle mani dell’Italia che gioca stabilmente nella trequarti avversaria.

Qualche combinazione interessante per trovare le distanze e prendere fiducia, gli ellenici vengono schiantati nel volgere di dieci minuti dopo il 20′. Si comincia al 23′ con lo strappo di Belotti che semina Manolas, arriva sul fondo e mette all’indietro per un rimorchio che ha il volto di Barella (secondo gol in queste qualificazioni, dopo quello alla Finlandia). Alla mezzora Insigne converge da sinistra e trova lo spazio per il suo destro a giro, Barkas può solo guardare. Al 33′, su sviluppo di corner, cross di Emerson per la testa di Bonucci che fa tris. Il poker lo manca Barella, liberato da Verratti ma ipnotizzato da Barkas in uscita bassa. Secondo tempo di gestione il più possibile tranquilla per gli uomini di Mancini. Samaris viene graziato da un secondo giallo evidente per un tackle su Jorginho, l’arbitro inglese Taylor preferisce non infierire.

C’è lavoro anche per Sirigu, che vola a respingere la fucilata di Fortounis dal limite. Qualche sbavatura, comprensibile, nel fraseggio a centrocampo per gli azzurri. Che comunque restano pericolosi: Chiesa parte e serve Insigne, Barkas evita il gol. Mancini si arrabbia sul grave errore di Jorginho che innesca un due contro due greco, Bonucci contiene Masouras ed evita il peggio (e continua a tenere inviolata la porta azzurra, nessun gol in tre partite). Chiesa spedisce alle stelle una ghiotta opportunità, Florenzi fa sfilare (con una deviazione) a fil di palo un gran destro. Il dessert di una sfida già consegnata agli archivi.

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