Se n’è andato alla bella età di novantotto anni, quello che è considerato una tra le più grandi firme del giornalismo del XX secolo: Eugenio Scalfari.

Fondatore con altri dell’Espresso e poi di Repubblica, Scalfari è stato scrittore di successo e politico di grande spessore, spesso al centro di polemiche mai fini a se stesse, con quel suo modo di scrivere che non risparmiava niente a nessuno.
Tra le altre, famose sono state le sue interviste a Papa Francesco, con interventi non rari dell’Ufficio Stampa della Santa Sede, per i virgolettati ritenuti non sempre riportati in modo corretto, frutto naturalmente delle risposte “piccate” dell’autore.
Per altro Papa Francesco, ha comunque continuato il proprio rapporto con Scalfari, segno che quanto scritto non aveva bisogno di registrazione o appunti per risultare del tutto corretto e veritiero.
D’altra parte la natura di Scalfari è sempre stata quella di perseguire la verità, sin da quando scriveva sul giornale del regime fascista, mettendo in evidenza le ambiguità relative al progetto di costruzione del quartiere dell’EUR a Roma, che gli erano valse il licenziamento e l’espulsione dal partito.
Una vita in funzione della verità, quella di Scalfari, al di là delle polemiche e dei personalismi, al di là dei rapporti con la politica e dei “poteri forti”, quelli che condizionano spesso le vicende non solo del nostro Paese.
Con Scalfari se ne va un maestro, una figura senza eguali, di cui sentiremo parecchio la mancanza.
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica 

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