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Joseph Wingard, 49 anni, originario di Chicago, era uscito dal carcere da poche settimane, avendo completato la detenzione, circa 30 anni, per aver ucciso nel 1991, all’età di soli 17 anni, due donne incinte, April Fields, 22 anni, e Shedrene D. Handy, 20 anni, nel 1991. All’epoca riuscì ad evitare l’ergastolo in quanto minorenne e sottoposto anche ad un “programma” di riabilitazione.

Da ieri è tornato in custodia cautelare dopo cinque mesi di latitanza in quanto ricercato per l’omicidio di sua moglie, Loné P Williams, 60 anni, trovata dalla figlia in un lago di sangue all’interno della casa in cui abitava la coppia, nell’Olanda meridionale, commesso il giorno dopo la ritrovata e agognata libertà.

Al momento l’accusa è di omicidio di primo grado! 

La storia in breve: Nel giugno scorso, dopo il rilascio, Joseph Wingard era andato a casa di sua moglie per vivere luna vita nuova e da uomo libero ma solo qualche settimana dopo ha massacrato la donna accoltellandola. L’ex moglie aveva cercato in diversi modi di riportare l’uomo ad una vita normale, come pure la sua famiglia. Inoltre per il suo rilascio, i parenti della vittima avevano stanziato un tributo di 5mila dollari.

Le dinamiche del delitto non sono ancora chiare così come il movente. Dopo l’assassinio, si è dato alla macchia riuscendo a sottrarsi all’Autorità giudiziaria per 5 mesi. 

Si è costituito volontariamente alla polizia sabato scorso, intorno alle 20!  

Sembra che la figlia di Loné P Williams, rivolgendosi a Joseph, abbia affermato: “Mi si spezza il cuore perché la mia mamma teneva molto alla tua famiglia e tu invece l’hai uccisa come hai fatto con quelle donne.” Mentre una parente di sua moglie lo avrebbe apostrofato come un codardo che prende di mira le donne e dicendo: prima o poi ti troveremo!

Durante la sua reclusione, si iscrisse ad un sito di “amici di penna” riservato ai detenuti, in cui si promuoveva come una brava persona. Sotto una delle foto postate scrisse: “È difficile incontrare qualcuno che riesca a vedere oltre le proprie convinzioni e a capire davvero la mia persona. Le cose non sono mai quello che sembrano in superficie e dentro queste mura batte un cuore umano proprio come il tuo». Nonostante il suo “impegno” poco dopo aver ottenuto la libertà ha ucciso ancora. 

Forse era meglio l’ergastolo o una pena più “definitiva”, la riabilitazione è solo un palliativo e nella maggio parte dei casi “inutile”!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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