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ERA TUTTA QUESTIONE DI SOLDI?

E’ arrivato dunque l’accordo che distribuisce nell’UE un po’ di soldi, necessari a “rimpolpare” le casse vuote di alcuni, far respirare (speriamo) quelle economie maggiormente colpite dalla pandemia, economie che già erano non proprio esempi di buon governo e buona amministrazione economico/aziendale/finanziaria.

Chi ha vinto quindi la partita e chi l’ha persa? A prima vista si direbbe che tutto sia finito con un pareggio, di quelli tiratissimi, incerti sino alla fine, che per dirla nel gergo pallonaro “accontentano” tutte le parti!
Probabilmente di una fine così sono tutti contenti, o perlomeno tutti hanno ottenuto ciò che volevano, mediando, ritoccando qua e là punti non di primaria importanza, salvando la faccia (e pure il …. posteriore) di fronte ai propri elettori; adesso però arriva il momento di prendere i provvedimenti ciascuno per i propri Paesi e dopo essersi presi la luce dei riflettori, lavorare tanto e bene, cosa non facile, nè la prima e meno che mai la seconda.

Dunque Conte è contento, Rutte pure, così come lo sono sia gli “sperperatori” che i “frugali”, anche perchè se proprio vogliamo andare fino in fondo, la questione era solo e sempre legata ai soldi, quelli da distribuire, così come quelli da risparmiare da parte degli oppositori, ovvero poter dire di essere stati bravi sino in fondo, di aver portato a casa il risultato, qualunque esso sia.

Cosa pensare infatti diversamente, visto che l’avvocato degli italiani avrà 120 miliardi da spendere e restituire, ma anche 87 a fondo perduto? E olandesi, austriaci e compagnia? Beh, per loro ci sono sconti ai contributi, con gli orange che risparmieranno 400 milioncini (da 1,5 a 1,9 miliardi), gli svedesi che andranno da 798 a 1,06 milioni, i danesi da 197 a 322 e gli austriaci da 237 a 565, ovvero un bel colpo anche per questi fenomeni del NO.

Tutti contenti, anche Francia e Germania (che continueranno a fare la parte dei padroni, perchè altrimenti, se si spacca l’UE, chi comanderanno e chi pagherà i loro di debiti?), e tutti a casa a “contare” i soldi, a farsi intervistare, mentre le Borse salgono e, da noi lo spread scende, cosa buona per i tassi d’interesse e per i titoli del nostro Stato, ovvero per le NOSTRE TASCHE.

In realtà qualcuno che rosica c’è sicuramente e non solo in Italia, perchè l’opposizione c’è dappertutto, ce l’ha anche il “buon” Rutte, semmai è significativo come alle 10 di questa mattina non ci fossero ancora dichiarazioni a sbeffeggiare Conte e l’accordo, ma forse in qualche sede di partito si rimuginava ancora sulle dichiarazioni di Orban (di parte ovviamente, perchè anche lui vorrebbe qualcosa in cambio) in favore di Conte e dell’Italia e sulla “resa” di certi frugali ritenuti fino a ieri “amici”, già, fino a ieri …

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Marco Iorio

scrivi a: direttore.costantinieditore@gmail.com

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