Emergenza criminalità. Si afferma che Cesena sia un territorio che non evidenzia una situazione drammatica sul versante della sicurezza. Di recente però, in particolare i furti, hanno subito un serio quanto pericoloso aumento raggiungendo un più 312.9% nell’ultimo decennio.

In aggiunta a questo fastidioso reato predatorio, che tocca da vicino e nell’intimo la gente, sono segnalate anche situazioni critiche nei parchi – frequentati dalle fasce più deboli – in balia di tossici e barboni anche di giorno e nullafacenti, con particolare tendenza a delinquere, in giro per la città senza una ben precisa meta. Inoltre alcuni quartieri del cesenate, ad esempio San Mauro in Valle, e alcune zone periferiche del comprensorio: Ronta e Pievesestina, sono considerate ad alto rischio criminalità.

Questi purtroppo sono solo alcuni esempi dell’escalation malavitosa che continua a colpire il nostro operoso comprensorio. Detto ciò proponiamo alle istituzioni locali, provinciali, e ai parlamentari la richiesta di più risorse per la nostra città, così da frenare l’aumento dei reati e salvaguardare di conseguenza la sicurezza di tutti i cittadini. 

É sempre vero che prevenire sia meglio di reprimere, visto che l’attuale legislazione in materia favorisce chi delinque e non viceversa. In realtà il servizio carabiniere e poliziotto di quartiere, figura creata nel concetto più ampio di sicurezza partecipata, sono oramai in via di estinzione, così come l’età media degli operatori di polizia impiegati in servizi operativi si è notevolmente alzata a causa della mancata immissione, da oramai troppi anni, di forze fresche.

Prendiamo atto giornalmente che la criminalità predatoria è in costante crescita e saccheggia ovunque. Inoltre rapine, traffico di sostanze stupefacenti, truffe agli anziani, clandestini e accattoni presenti in ogni angolo della città, aumentano ovviamente il senso d’insicurezza dei residenti. Proprio perché viviamo in un territorio abbastanza ricco, il pericolo di azioni criminali e l’aumento della microcriminalità vanno contrastate in maniera efficace, senza allarmismi ma neppure senza sottovalutare il problema, puntando sulla prevenzione, sul controllo del territorio e sull’intelligence.

A oggi ancora insufficiente per i soliti e più volte enunciati problemi: organici carenti, causa anche la differente forza lavoro tra Cesena e Forlì, mancanza di un reale coordinamento tra tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio, cattiva gestione delle risorse a disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza. Sul progetto delle 400 telecamere da istallare nel comprensorio cesenate stendiamo un pietoso velo in quanto ci vorranno almeno cinque anni per portare a termine questo progetto che costerà alla comunità circa dieci milioni di euro.

Nel frattempo, mentre i reati aumentano, ascoltiamo e leggiamo le solite considerazioni trite e ritrite che ci propinano i responsabili dell’ordine e della sicurezza pubblica. A conti fatti poche le idee nuove e ancor meno i fatti concreti. 

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Senni

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