Glamour

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Tra un drink e l’altro durante le notti brave romagnole, in quel di Cesenatico irrompe la grinta e la voce di Eiren Queen, “figlia” di Madonna, all’anagrafe Irene Antonucci. Dato che rendere nota l’età di una donna non è mossa astuta la vocalist nativa di Terlizzi è solo all’ultima tappa del suo lungo viaggio nel mondo musicale. Sempre con le valigie in mano la sua infanzia però è racchiusa a Trani, paese che l’ha allevata. Scopre a 14 anni le sue doti canore e le unisce a quelle artistiche della danza. La passione trasformata in lavoro la porta a toccare Bisceglie, Roma, Bari, Barletta, Potenza, Villa D’Agri, Milano, Sassocorvaro per poi approdare in regione a Reggio Emilia, Bologna, Gabicce, Forlì e finalmente Cesenatico. L’apice forse è l’importante tappa raggiunta in Florida. Dopo questo lungo girovagare, negli ultimi sei mesi sono giunti anche i primi importanti successi.

Ad agosto esce il brano “Volumen”, ora arrivano due premi a Sanremo. I primi successi non si scordano mai?
“Questa esperienza la vivo come il raggiungimento di un traguardo, dopo un lungo percorso nel mondo della musica e dello show business costruito in 12 anni. Oltre il Sanremo Music Awards ho vinto inaspettatamente il concorso SanremoExpo 2015 grazie al brano inedito “Free”, elaborato insieme al Dj-Producer Devid Morrison. L’emozione è stata davvero tanta”.

D’accordo sulla vittoria de “Il Volo” al Festival?
“Sono un bel gruppo, fresco e giovane. Se la sono meritata”.

Cosa rappresenta la musica nella Sua vita?
“Ti accorgi che la musica non è solo passione ma fa parte del tuo essere quando sogni sin da bambina di cavalcare un palcoscenico e ogni frame della tua vita lo ripercorri con una colonna sonora che fa da sfondo ad ogni singola emozione”.

Quali caratteristiche non deve avere un buon vocalist?
“In primis una voce assordate che diventa non un accompagnare la musica ma di contro si trasforma in elemento di disturbo. Anche la dialettica è importante: la dizione gioca un ruolo fondamentale in questo lavoro. Infine non devono mancare la spigliatezza, creatività e anche un briciolo di cultura che non guastano mai”.

Quali emozioni sa dare il pubblico e quali deve saper trasmettere chi fa questo mestiere?
“L’artista, al di là del ruolo, dovrebbe capire che il pubblico è tutto. Senza di esso l’artista non sarebbe tale. Le emozioni sono un fluire in continua trasmissione tra le due parti, il rapporto empatico e la complicità sono tutto. Il vocalist deve riuscire a rompere il ghiaccio dalle prime battute conquistando gli spettatori, affichè l’adrenalina sia una costante. In tutto ciò non bisogna mai perdere di vista che il pubblico cerca spensieratezza ed evasione dalla vita quotidiana, dunque solarità, positività ed energia sono elementi imprescindibili per un vocalist che si rispetti”.

Vocalist & Dj oppure Vocalist Vs Dj?
“Le due parti fuse in positivo sono l’apoteosi della buona riuscita di una serata, di contro l’atteggiamento del personaggio ‘arrivato’ rappresenta un po’ un ostacolo a far sì che ciò avvenga. Considerando che dietro un ruolo c’è una personalità, non è sempre facile affermarlo con certezza”.

Il vocalist è un lavoro prettamente maschile?
“Direi che questo è un pregiudizio sessista, anzi credo che una donna dal suo canto possa metterci molto nella cura dell’immagine, sensualità, carica emotiva. Occorre usare testa e serietà, sono armi vincenti per riscuotere successo!”.

Se Le dicessi di riprodurre la canzone più ascoltata sul Suo i-pod, quale sarebbe?
“Sicuramente la mia “Free” (risata, ndr). Scherzi a parte, direi che tendenzialmente lo aggiorno quasi ogni settimana, principalmente di musica house-dance, dunque fornire dei titoli sulle più ascoltate mi risulta un po’ difficile”.

Album e gruppo musicale preferito?
“La regina trasformista del mondo pop – dance: Madonna”.

Quanto è importante curare l’aspetto esteriore prima di una serata?
“Un’artista senza capacità, non ha futuro ma l’immagine è molto importante. Personalmente amo curare i dettagli, il tema della serata, il make-up, la scarpa, l’accessorio. Se guardi il mio armadio sembra una costumeria teatrale. Mi piace giocare con l’aspetto e calibrare il contesto”.

Al di fuori della musica, chi è Irene?
“Una giovane donna dalle alte ambizioni, piena di emozioni, combattiva ma con un grande cuore e con la testa sulle spalle. Una fenice che è rinata tante volte dalle ceneri; una scrittrice, una dott.ssa in filosofia, un vulcano di energia. Con la musica e con lo spettacolo esprimo me stessa. Sono una retore della parola e una comunicatrice per inclinazione caratteriale e non solo professionale. Questo lavoro è la mia vita, mi sono messa in gioco in ambiti disparati, ma nulla mi restituisce l’energia che ripongo in ciò che faccio. Far stare bene gli altri mi appaga molto”.

A cura di Marco Rossi – Foto Bazzan Filipp, Doriana Calabrese, Marco Rossi

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