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E’ TEMPO DI BILANCI

Pistoia. L’ultima dichiarazione ufficiale in un convegno pubblico del ministro dell’Interno Roberto Maroni si riferisce al fatto che anche giocatori e genitori meriterebbero il Daspo.

Il ministro ha fatto riferimento specifico ad un giocatore laziale che avrebbe colpito un giocatore romanista alla fine del derby, mentre quest’ultimo esultava sotto la curva dell’Olimpico. A suo dire bisognerebbe pensare ad una forma di Daspo anche per coloro i quali l’etica è solo un optional e contano solo i soldi. Così come per quei genitori che a bordo campo incitano i propri figli alla violenza fisica nei confronti degli avversari.

Daspo anche a loro. Poi è passato alle riforme. Ovviamente la oramai famosa tessera dal tifoso e la nuova proposta di legge che prevede il passaggio della proprietà degli stadi alle società di calcio, come ulteriore tassello del progetto sicurezza. Cesena. Siamo quasi fuori dal tunnel del divertimento, come cantava Caparezza qualche anno fa.

Siamo quasi alla fine di una stagione che potrebbe ipoteticamente avere la prolunga dei play-off, aggiungendo pathos a quel sogno che stiamo cullando da mesi. Ma in fondo, guardiamo in ogni caso al lato positivo, visto che il mondo dello sport ha bisogno di pensare in positivo. Cosa sarebbero i play-off? Sarebbero un’altra robusta dose di divertimento, di emozioni intense, di gioia allo stato puro.

Emozionarsi per il Cesena è sempre bello, è un’emozione che appartiene ad una città e più in generale a tutta la Romagna che ama lo sport. Lo capiamo dal magnifico scenario dello stadio Manuzzi, dalla carta stampata, dalle tv private, dai dibattiti nei bar. Da noi quando si prende il caffè si parla di Milito come di Do Prado, di Totti come di Giaccherini, e spesso la scala di valori e di importanza riserva delle sorprese. Il calcio è una componente importante per questa città, c’è un senso di appartenenza a questi colori che resta viscerale, intenso, unico. Vivremo altre grandi partite, racconteremo di altre grandi trasferte, magari a cominciare dalla prossima a Piacenza: un viaggio che come minimo sarà emozionante, mentre al massimo rischia di diventare storico. Ma vada come vada, penso sia giusto ringraziare società, staff tecnico, allenatore e giocatori per i brividi che ci hanno fatto correre lungo la schiena in tutti questi mesi.

Il Cesena è una squadra neopromossa che non ha mai rischiato di retrocedere. E’ la squadra che ha speso meno del lotto delle prime dieci, ma al tempo stesso è stata la più costante al pari del Lecce. Sta per finire un campionato che nessuno di noi si immaginava di vivere: pensavamo tutti di controllare la quintultima, da mesi guardiamo solo al secondo posto e a quella serie A che a Cesena manca dal 1991.

Noi che abbiamo qualche capello bianco ricordiamo ancora cosa vuole dire vedere la serie A dal vivo. I nostri giovani ancora non lo sanno, non lo possono raccontare. Per il colore e il calore andato in scena al Manuzzi, se lo meriterebbero eccome. Non resta che aspettare e sperare. Ma nel dubbio, comunque sia, noi ci saremo sempre.

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Valerio Casedei

scivi a vicedirettore.costantinieditore@gmail.com

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