GIANNI ALEMANNO POLITICO

A circa 10 mila chilometri di distanza una disgrazia si ripete. Il bambino caduto in un pozzo in Afghanistan è morto, in circostanze analoghe al piccolo di cinque anni deceduto in Marocco all’inizio del mese. E così dopo Ryan anche Haidar “non è più tra noi”, scrive in un tweet Abdullah Azzam, segretario del vicepremier del governo talebano Abdul Ghani Baradar.

Da martedì scorso Haidar era rimasto intrappolato a circa 10 metri in un pozzo situato nel villaggio di Jaldak, nella provincia di Zabul.

“Haidar ci ha lasciato con i cuori spezzati”, è il saluto al bimbo di 7 anni che aveva fatto sperare fino all’ultimo in un lieto fine. Ancora rimbombano le urla del papà: “Stai bene figlio mio? Parla con me e non piangere, stiamo lavorando per farti uscire”. Il piccolo rispondeva con voce dolente: “Continuerò a parlarti”. Elementi valutati positivamente dai presenti, durante i giorni di agonia: la corsa contro il tempo, le richieste di mezzi per scavare, i soccorritori che hanno lavorato instancabilmente per cercare di salvarlo.

“Haidar era ancora vivo quando è strato raggiunto dai soccorsi”, è il commento di un portavoce del Governo dei talebani citato da France Presse “ma le cattive condizioni non gli hanno permesso di sopravvivere”.

A cura di Elisabetta Turci – Foto QDS

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