People remove mud and debris after heavy rainfall triggered landslides that collapsed buildings and left as many as 12 people missing, in Casamicciola, on the southern Italian island of Ischia, Sunday, Nov. 27, 2022. Authorities said that the landslide that early Saturday destroyed buildings and swept parked cars into the sea left one person dead and 12 missing. (AP Photo/Salvatore Laporta)

Come definire quanto avvenuto ad Ischia in questi giorni? La pioggia, il fango, la collina che frana, i morti ed i dispersi per l’ennesima tragedia annunciata?

Davvero l’essere umano non è mai capace di imparare dai propri errori? Che sull’isola ci siano richieste di condono inevase, alcune datate addirittura 1985, dimostra quanto le conseguenze degli atti compiuti non vengano mai prese in considerazione, e sì che questa non è la prima tragedia che si verifica in quella zona.

Sessanta mila abitanti e ventottomila richieste di condono edilizio, cosa stanno a significare, dimostrare? Che non esiste alcun piano edilizio e che chiunque abbia “governato” si sia mai posto la minima domanda sulla possibilità che accadesse una tragedia?

Alla fine l’uomo è vittima di se stesso, vittima e carnefice al tempo stesso, perché si può incolpare la pioggia, per quanto torrenziale, quando si costruiscono case su una collina di terra?

In Italia si parla troppo spesso di tragedie annunciate, ma è evidente che si dimentichi il tutto troppo facilmente, che troppo spesso gli “interessi” propri prevalgano su qualunque cosa, buon senso compreso.

Ho ancora in mente un’alluvione in Piemonte ed il crollo di un palazzo a Venaria Reale, costruito sulla sponda del fiume, come nulla fosse …. e quando venne costruito il nuovo ospedale sulla collina (franosa) del Conero ad Ancona? Miliardi pubblici buttati via, là dove si sapeva perfettamente a cosa si andava incontro.

Mi sono ritrovato un giorno a frequentare un corso di aggiornamento, con una collega che abitava in un centro della provincia di Torino, in una villetta di proprietà, costruita a pochi metri da un torrente noto per straripare (o esondare che è più di moda) ogni volta che pioveva per due giorni di seguito …. e nei casi si può dare la colpa al cielo?

Piangere i morti, specie quando tra le vittime ci sono dei bambini, è un dramma, ma quante volte sono i nostri atti ad esserne causa? Si può morire in tanti modi e ci viene da dire che è il nostro destino, ma scriverlo noi stessi, con scelleratezza, è cosa che non dovrebbe accadere mai.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui