JOE BIDEN PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI

È la strage di bambini più sanguinosa della storia Usa in una scuola dopo quella di Sandy Hook nel 2012, quando in Connecticut il ventenne Adam Lanza uccise 26 persone, di cui 20 ragazzini tra i 6 e i 7 anni. Il bilancio del massacro di martedì nella Robb Elementary School di Uvalde, una cittadina rurale di 15 mila abitanti prevalentemente ispanici a metà strada tra San Antonio e il confine messicano, è di poco inferiore: 21 vittime – di cui 19 alunni di 10 anni e due maestre – oltre al killer e ai 17 feriti. Ma misura il tempo dell’inazione, perché in questi dieci anni l’America non ha fatto nulla per fermare una carneficina quasi quotidiana, rimanendo ostaggio della lobby delle armi e dell’opposizione dei repubblicani, come hanno denunciato il presidente Joe Biden e i democratici.

“È più facile ottenere una pistola che il latte in polvere negli Stati Uniti”, ha ironizzato il cestista dei Warriors, Damion Lee, alludendo alla penuria del ‘baby formula’ che imbarazza il Paese.

L’America si ritrova così a piangere altri innocenti, pochi giorni dopo il massacro di un suprematista bianco in un supermercato di Buffalo, New York. Mentre il mondo dello sport e dello spettacolo grida la sua rabbia e anche il Papa e il segretario generale dell’Onu esprimono il loro forte sdegno.

Dell’ultimo assalto sfugge per ora il movente, sul quale la polizia e l’Fbi stanno lavorando, scavando nella vita e nell’attività social del killer, il 18enne Salvador Ramos: un ragazzo bianco, introverso, bullizzato a scuola per la sua balbuzie, residente da alcuni mesi dai nonni per le liti con la madre (che fa uso di droga), e senza precedenti penali o problemi mentali conosciuti. Ma appassionato di armi, tanto che nei giorni scorsi per il suo 18esimo compleanno si era regalato due fucili d’assalto del tipo AR-15, quelli più usati per le stragi in America, postandoli anche sui suoi account social. E 375 caricatori ad alta capacità.

Tutta roba che in Texas si può acquistare legalmente e facilmente, dopo la legge firmata lo scorso anno proprio dal governatore Abbott, che consente di detenere e portare in tutti i luoghi pubblici un’arma senza licenza, controlli e addestramento, a meno che non sia un pregiudicato o sia soggetto a particolari restrizioni legali: un vero e proprio ritorno al Far West, in uno Stato che detiene il primato per l’acquisto di armi e che nei prossimi giorni ospiterà a Houston l’assemblea annuale della National Rifle Association (Nra), la potente lobby del settore, con la partecipazione dello stesso Abbott, del senatore Ted Cruz e di Donald Trump. Con il paradosso che per l’evento saranno vietate le armi, a tutela dell’ex presidente, come ha chiesto il Secret Service.

È con quei due fucili che Ramos è uscito di casa per attuare il suo terribile piano, dopo aver sparato in faccia alla nonna, ora ricoverata in gravi condizioni. Prima di entrare in azione, Ramos aveva postato immagini inquietanti di armi e aveva scambiato messaggi criptici con una ragazza. Il giovane, che indossava un giubbotto tattico, si è diretto in auto verso la sua ex scuola elementare ma la vettura è uscita di strada. Nonostante l’incidente, Salvador non si è perso d’animo ed è riuscito ad entrare nell’edificio dalla porta posteriore, barricandosi in un’aula dopo uno scambio di colpi d’arma da fuoco con la polizia, che nel frattempo era stata allertata. “State per morire”, ha quindi detto senza pietà ai bambini mentre un’alunna, Amerie Jo Garza, anche lei tra le vittime, tentava disperatamente di chiamare il numero di emergenza 911 e una delle due maestre cercava di proteggere con il corpo i suoi studenti. I ragazzini hanno provato a ripararsi sotto i banchi, ma per gran parte di loro non c’è stata via di scampo. Il killer è stato poi ucciso da un poliziotto. “Poteva andare peggio, ma gli agenti hanno agito con coraggio”, si è incredibilmente consolato Abbott.

Parla la mamma di Salvador Ramos
La madre dell’assassino che ha massacrato 19 bambini e due insegnanti in Texas ha affermato che “non era una persona violenta”. Adriana Reyes ha detto di essere stata “sorpresa” da Salvador Ramos che ha aperto il fuoco ieri alla Robb Elementary School di Uvalde. Ha ammesso che suo figlio era un solitario che “stava sempre da solo e non aveva molti amici”, ma ha respinto le affermazioni di aver avuto una relazione tossica con lui.

Parlando a DailyMail.com di San Antonio, Adriana Reyes ha detto: “Mio figlio non era una persona violenta. Sono sorpresa per quello che ha fatto. Prego per quelle famiglie. Sto pregando per tutti quei bambini innocenti, sì lo sono. Loro (i bambini) non hanno avuto alcun ruolo in questo”.

Adriana ha parlato dall’ospedale dove sua madre, Celia Gonzalez, è ancora in cura per le ferite da arma da fuoco al viso. Ha anche negato di aver avuto una relazione tossica con suo figlio che potrebbe aver deformato la sua personalità. Ha continuato: “Ho avuto un buon rapporto con lui. Era molto solitario, non aveva molti amici”. Ha detto che l’ultima volta che ha parlato con lui è stato lunedì scorso, il giorno del suo compleanno, aggiungendo: “Avevo un biglietto e un peluche di Snoopy da regalargli”.

Biden: “L’idea che un diciottenne possa comprare armi d’assalto è sbagliata”
“Sono disgustato e stanco. Dobbiamo agire. E non ditemi che non possiamo avere un impatto su questa carneficina”. Così Joe Biden in un breve discorso alla nazione. “È il momento di trasformare il dolore in azione”, ha detto il presidente Usa visibilmente emozionato.

“Sono passati 3.448 giorni, 10 anni, da quando sono andato in una scuola del Connecticut, una scuola elementare, dove un altro uomo armato massacrò 26 persone, di cui 20 scolari, alla Sandy Hook Elementary School. Da allora ci sono state oltre 900 sparatorie nelle scuole” e “la lista cresce quando si includono sparatorie in luoghi come teatri, chiese, o 10 giorni fa un negozio di Buffalo”.

“Ho trascorso la mia carriera come senatore e come vicepresidente lavorando con buon senso per approvare leggi sulle armi. Non possiamo, e non riusciremo, a prevenire ogni tragedia. Ma sappiamo che le leggi funzionano e hanno un impatto positivo. Quando abbiamo approvato il divieto di armi d’assalto, le sparatorie di massa sono diminuite. Quando la legge è scaduta, le sparatorie di massa sono triplicate. L’idea che un ragazzo di 18 anni possa entrare in un negozio di armi e comprare due armi d’assalto è semplicemente sbagliata. In nome di Dio, a cosa serve un’arma d’assalto se non per uccidere qualcuno? I cervi non corrono nelle foreste con giubbotti di kevlar addosso. È rivoltante”.

“Perché – ha continuato – vogliamo rassegnarci ai massacri? Perché continuiamo a lasciare che questo succeda?”. E’ una domanda a cui lo stesso presidente sembra non avere una risposta. Ma ora Biden ha ribadito che chiederà al Congresso di agire e di mettere un freno alla circolazione delle armi. “Dobbiamo contrastare – ha continuato – la lobby delle armi”. Annunciando poi di aver ordinato che le bandiere degli Stati Uniti “sventolino a mezz’asta”.

Il cordoglio di papa Francesco
Papa Francesco si è unito al no alle armi di Biden: “Ho il cuore affranto per la strage nella scuola elementare in Texas. Prego per i bambini, per gli adulti uccisi e per le loro famiglie. È tempo di dire basta al traffico indiscriminato delle armi! Impegniamoci tutti perché tragedie così non possano più accadere”. Così il Santo Padre in un appello al termine dell’udienza generale del mercoledì.

Contestato il governatore del Texas
Una strage annunciata su Facebook, quella che si è consumata in Texas e che ha sconvolto l’America e il mondo intero: a rivelarlo è stato il governatore pubblicano Greg Abbott in una tesa conferenza stampa che ha dovuto interrompere per le proteste di Beto O’Rouke, il suo futuro sfidante democratico alle elezioni del prossimo novembre, che ha interrotto la conferenza stampa urlando che la strage era “prevedibile” e che i repubblicani “non stanno facendo nulla”. L’uomo è stato portato via dagli agenti. L’unico “segnale” dell’inferno che si sarebbe scatenato di lì a poco, ha spiegato Abbott, era su Facebook, dove il killer Salvador Ramos aveva scritto 30 minuti prima di raggiungere la scuola “sto per sparare a mia nonna”, poi “ho sparato a mia nonna”, quindi 15 minuti prima del massacro “sto per sparare in una scuola elementare”.

A cura di Televideo – Foto Imagoeconomica

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