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Nel bel mezzo di una pandemia con le sale cinematografiche chiuse, il cinema compie 125 anni.
Era il 28 dicembre 1895 quando i fratelli Auguste e Louis Lumiere al Salon Indien del Grand Cafe’ boulevards des Capucines, Parigi, proiettarono per un pubblico di circa trenta spettatori ben dieci cortometraggi.

Un anniversario, celebrato dalla Cineteca di Bologna sulla piattaforma il Cinema Ritrovato, dal forte valore simbolico per un anno , quello appena trascorso, in cui la settima arte ha vissuto il suo momento piu’ complesso, e forse, anche il piu’ rivoluzionario.

E gia’, perche’ il 2020, tortocollo, ha infatti anticipato di una manciata di anni quella polivalenza tra sala e streaming, tra proiezioni collettive e solitarie visioni in digitale.
Mentre la Warner Bros ha stretto un accordo con la HBO Max per l’uscita in piattaforma dei suoi titoli in programma nel 2021, Tom Hanks una manciata di giorni fa, in un intervista, ha detto la sua sul possibile futuro del cinema: “…siamo nel mezzo di un cambiamento epocale, simile all’introduzione dei VHS e dei DVD. Questo cambiera’ tutto e le persone preferiranno godersi un bel film d’autore in casa.

I cinema sopravviveranno?
Si’, certo, in futuro gli esercenti mostreranno cio’ che vorranno e prediligeranno i grandi blockbuster stile Marvel..”
Eppure quei 10 cortometraggi di 125 anni fa, diedero vita a un modo nuovo di intendere la collettivitò.
“L’uscita dalle officine Lumiere”, con quella camera fissa che riprendeva uomini e donne uscire dalla fabbrica di Montplaisir, e che segna l’inizio del cinema come lo conosciamo, emoziono’ e diverti’ le trentatre persone sedute nel buio di quella sala.
Fu il primo rito destinato poi a ripetersi per oltre un secolo con buona pace della stampa, che quel giorno diserto’ in massa l’invito dei fratelli Lumiere, per poi ricredersi come le duemila persone che affollarono il marciapiede antistante il Salon Indien del Gran Cafe’ del IX arrondissement di Parigi.

La magia dell’immagine in movimento era appena iniziata.
Lo capi’ bene anche Georges Melies, futuro padre del cinema di fantascienza, degli effetti speciali e del montaggio, che da buon illusionista, se ne stava seduto tra quei primi spettatori che a fine proiezione volle incontrare Antoine Lumiere, padre dei due fratelli, per chiedergli di vendere il Cinematographe.

Ma da veri imprenditori quali erano, i Lumiere decisero di limitare quanto piu’ possibile la concorrenza, dando vita ad un vero e proprio sistema: chi era interessato al cinematografo avrebbe ricevuto in concessione l’invenzione del secolo e con l’aiuto di personale preparato avrebbe dato il via ad una sala cinematografica vera e propria, dando ai fratelli il 50% dell’incasso.

Strepitoso!
Questo significa fare “rete”, ma riuscite a capire la lungimiranza di questi due fratelli?
Potrebbero tenere una lezione ai nostri imprenditori di nuova generazione.
E fu cosi’ che IL CINEMA FU come lo conosciamo oggi!

Un industria gigantesca, fatta di star e attrezzisti, sceneggiatori e costumisti, compositori e registi, che da 125 anni inventano mondi, storie e personaggi.

Un mondo fatto di miti e leggende, che dal movimento espressionista agli Studios hollywoodiani, dalla Nouvell Vague al Neorealismo, fino all’unione tra cinema e piattaforme, ha continuato a mutare forma, evolvendosi.
Ecco perche’ possiamo con certezza immaginare che da quella sala buia, immaginata da due geniali fratelli 125 anni fa, ci sara’ ancora tanta strada davanti e ancora un lungo futuro.
Sicuramente sara’ un futuro diverso da quello che conosciamo oggi, ma non per questo meno glorioso.

E allora non ci resta che esclamare in coro: BUON FUTURO CINEMA!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Imagoeconomica

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