Dugin, filosofo ed esponente di spicco del nazionalismo russo, ha lanciato un duro attacco al presidente Vladimir Putin, avvertendo che il ritiro da Kherson, in Ucraina, è “l’ultimo possibile” e che, in caso di nuove battute d’arresto militari, chi è al potere deve essere eliminato.

Dugin – la cui figlia Daria è stata vittima di un attentato l’estate scorsa vicino Mosca – ha pubblicato ieri, dopo il ritiro russo da Kherson, un articolo sul sito della tv Tsargrad, di proprietà dell’oligarca ortodosso e finanziatore delle milizie del Donbass Konstantin Malofeev. Ne è seguito un lungo post su Telegram, poi rilanciato su tutte le piattaforme social prima che fosse cancellato. Ecco il testo:

“Diamo al sovrano la pienezza assoluta del potere per proteggerci tutti – il popolo e lo Stato – in un momento critico. Se per questo si circonda di spiriti maligni o sputa sulla giustizia sociale, questo è spiacevole, ma sappiamo che ci protegge” recita il post di Dugin. “E se non ci proteggesse? In quel caso lo attende il destino del ‘Re delle piogge’ (vedete Frazer)”. Il riferimento è a un racconto del ‘Ramo d’oro’ di James Frazer, in cui un re viene ucciso perché non riesce a portare la pioggia durante la siccità.

“L’autocrazia ha un aspetto negativo. Pieni poteri in caso di successo, ma anche piena responsabilità in caso di fallimento”, scrive ancora il filosofo, senza mai citare direttamente Putin. “A Kherson si sono arresi del tutto. Nessuna critica verso Surovikin (il comandante delle truppe russe in Ucraina), lui non è un politico, è responsabile della parte tecnica del fronte. La critica non è verso di lui, ma per chi sapete bene. Nessuna operazione di pubbliche relazioni in questo caso ci salverà. In una situazione critica, le tecnologie politiche non funzionano affatto. La storia parla oggi e pronuncia parole terribili.

A cura di Stefano Severini – Foto Getty Images

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