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DUCATI MA PERCHÉ?

Dopo un lungo tira e molla, otto anni di onorato servizio con tre secondi posti nel Mondiale nelle ultime tre stagioni, a risolvere il rapporto tra la Ducati e Dovizioso, ci ha pensato il pilota, annunciando che l’anno prossimo non sarà più in sella alla rossa di Borgo Panigale.
Che si fosse arrivati al momento di scrivere la parola fine era abbastanza evidente, con i responsabili del Team che rimandavano da una gara all’altra la decisione se rinnovare o meno, ma che in realtà mai hanno fatto una proposta vera ad Andrea, sempre in bilico, sempre con l’ombra (di nuovo) del possibile rientro di Lorenzo (il “cocco” di Gigi Dall’Igna) o della “promozione di Bagnaia, dopo quella di Miller in luogo di Petrucci.

Così, dopo mesi di ipotesi, ci ha pensato il Dovi a mettere fine alla querelle, con poco parole e tanto rammarico, perchè in questi otto anni di soddisfazioni ne ha regalate (e se ne è regalate), spesso andando al di là del valore di se stesso come della moto cavalcata, in una crescita umana e di pilota che, oggi, in Ducati si sono dimenticati.

Quale sarà il futuro è difficile prevederlo, perchè non sarebbe una grossa sorpresa vedere approdare il Dovi in KTM, mentre per la rossa ogni ipotesi è buona, anche se sarebbe meglio promuovere Pecco Bagnaia piuttosto che dare una moto ad un Lorenzo che da qualche anno sembra più uno scooterista che un pilota da Moto GP.

Le scommesse sono aperte e dire come finirà è come scommettere su chi vincerà la Champions, pur se trovare una moto per il Dovi potrebbe essere più facile che mettere sulla rossa un pilota che lo equivalga.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Marco Iorio

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