Meno determinazione nel richiedere la giusta punizione solo perché questa volta lo stupratore è un italiano? No. Almeno non da parte di chi comprende bene che uno stupro resta un stupro. Una violenza sessuale come questa non ha distinzioni di razza, resta un gesto vergognoso e orribile. Sempre.

L’ultimo atto vile nei confronti di una donna si è verificato a Trecastagni, in provincia di Catania, dove una dottoressa di turno come guardia medica è stata violentata da un 26enne che con la scusa di farsi medicare ha abusato per ore della donna. L’uomo è stato arrestato.

Ai microfoni di Mattino Cinque ha parlato la portavoce e amica della dottoressa, Francesca Gugliemino: “Lei è ancora sotto choc. Ha ecchimosi e dolori. Si è trincerata in un profondo silenzio. Ma ha deciso di cercare di capire per quale motivo sia successo tutto questo. Purtroppo conosceva il suo aggressore che era solito affacciarsi per chiedere prestazioni mediche”.

Il ragazzo ha avuto problemi con l’alcool e ha anche dei piccoli precedenti. A Mattino Cinque ha parlato anche l’uomo che ha dato l’allarme: “Ho sentito le urla della dottoressa e mi sono affacciato alla finestra, abito proprio qui sopra la guardia media. Poi con mia moglie abbiamo chiamato i carabinieri. Ho solo intravisto l’aggressore. Lo conoscevamo perché lo si vedeva in giro per il paese”.

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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