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DOTTOR CLOWN IN CORSIA

Ridere, nella vita, fa sempre bene. Ma quanto è difficile far ridere persone che devono affrontare una malattia? Certo non è semplice, ma importantissimo. L’ Associazione Dottor Clown di Rimini persegue questo obiettivo da ormai 10 anni con grande successo. Nelle corsie degli ospedali, questi dottori un po’ buffi provano a portare gioia e serenità a tuttI quei bambini e alle loro famiglie che devono affrontare dei lunghi calvari. Eros Salvatori, presidente dell’ Associazione, (alias Dottor Fastidio), ci apre le porte di questo mondo fantastico, fatto di nasi rossi e gente speciale che aiuta il prossimo, semplicemente strappandogli un sorriso.

Eros, che cosa fa, esattamente, un Dottor Clown?

“Noi portiamo, in ospedale a Rimini, le tecniche di clowning adattate per delle situazioni di disagio che si trovano nelle camere di ospedale. Oltre al bagaglio tecnico che un clown ha quando si esibisce, è importante capire e interpretare il luogo dove si va a intervenire. E’ fondamentale entrare in punta di piedi e chiedere il permesso e cercare di capire qual è il livello di energia che esiste nella camera, per poi cercare di costruire un ponte con le persone che andiamo a incontrare. Siccome è tutta la famiglia a vivere insieme al bambino questa situazione di sofferenza, noi cerchiamo di portare un po’ di serenità e normalità a queste famiglie”.

Quando hai capito di voler vestire i panni del Dottor Clown?

“Ci sono molte persone che hanno sempre orbitato nell’ambiente del volontariato, io invece ho sempre fatto un altro tipo di lavoro diverso da quello che faccio adesso. Però, siccome sono sempre stato un tipo loquace, socievole ed espansivo, ho pensato di mettere al servizio degli altri il mio tempo e le mie capacità, facendo il clown in ospedale. Tutto questo è successo nel 2009. Mi sono messo a cercare in giro e ho trovato l’associazione Dottor Clown che forniva questo servizio. I corsi per intraprendere questa strada partivano a ottobre, ho aspettato e una volta iscritto, mi sono innamorato di questa associazione. Con il tempo, ho deciso di impegnarmi anche in maniera più intesa per quanto riguardava la vita associativa e non ho mai smesso”.

Eros, per ricoprire il ruolo di Dottor Clown bisogna essere speciali?

“Crediamo che sia molto complicato coltivare quello che serve per andare in corsia e questo è il motivo per cui facciamo delle selezioni. Il corso dura circa un anno, quindi ci vuole molto tempo prima di andare in corsia da soli, senza essere accompagnati da un clown più esperto. Le caratteristiche della persona sono molti importanti, perché serviranno a tratteggiare quello che sarà il personaggio. Un tipo timido potrebbe trovarsi benissimo nei panni del clown di corsia, perché il suo personaggio sarà una caricatura di una persona timida. Quello che conta è il desiderio e la voglia di mettersi in gioco, insieme a una formazione adeguata. Potenzialmente potrebbero farlo tutti, in pratica no, perché serve tanto, tanto impegno”.

Interpretare un Dottor Clown, aiuta a guardare la vita da una prospettiva diversa?

“Sì esatto. E’ vero che tu metti te stesso nel personaggio clown, ma è altrettanto vero che il clown esce dalla corsia e te lo porti dietro fino a casa. Vedere certe cose, fare certe cose e sentirle dentro, ti aiuta a riordinare le priorità della vita”.

Quante persone operano in questa associazione?

“Attualmente siamo 61 soci attivi e quelli che vanno in corsia sono 41 circa. Ci sono state persone che per motivi personali hanno deciso di non frequentare più le corsie e partecipare all’ attività associativa in altro modo. Comunque tutti i soci sono passati per il corso di formazione e sono andati, poi, in corsia”.

Ridendo e scherzando, sono arrivati i 10 anni di attività…

“Sì festeggeremo a Rimini, in piazza Cavour. Lo scopo di questa festa è quello di ringraziare la città per il supporto che ci ha dato. Quello che a noi è servito, in questi 10 anni, per crescere è la partecipazione di Rimini. La città ha sostenuto i nostri progetti, ci ha dato attenzione, affetto, ci ha dato molti soci, in tutto 150. Ci saranno laboratori per bambini, per adulti per farci conoscere e dare un assaggio a chi non ci conosce, di quello che facciamo. Inoltre, ci sarà una piccola mostra con le immagini più salienti di questo arco di tempo e un grande concerto e poi punti di ristoro per mangiare e passare una bella serata tutti insieme”.

A cura di Nicola Luccarelli

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