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DOPING SOLO NEL CICLISMO?

Le vicende di questi giorni, legate ad un nuovo “presunto” caso di doping al Tour de France, che potrebbe veder coinvolto il colombiano Quintana, hanno riportato alla memoria i tanti fatti che lo sport delle due ruote ha visto venire alla luce nel corso della sua storia.

“L’incubo doping” lascia sempre l’amaro in bocca, chiunque sia coinvolto, da qualunque parte lo si veda, non solo perchè è un modo illecito di comportarsi, ma perchè coinvolge personaggi pubblici, sportivi amati ed a volte idolatrati dalla gente e che dovrebbero essere d’esempio non solo sportivo per tutti.
Ovvio che la nuova vicenda, tutta da chiarire, getti la solita cattiva luce sul ciclismo, sport “dopato” per antonomasia, un mondo dove gli illeciti comportamenti sono all’ordine del giorno, perchè ci sono regole non rispettate, perchè ci sono interessi milionari (o miliardari), perchè vincere è sempre e solo l’unico fine, la cosa che giustifica tutto, qualunque tipo di comportamento.

Non so come finirà questo nuovo episodio e prima di condannare Quintana o chi per lui sarà bene verificare con esattezza e scrupolo le cose, poi se davvero c’è o ci sono dei colpevoli, che questi paghino ed anche pesantemente.

Il mondo del ciclismo non è più “sporco” di tanti altri, ma certo che il passato ci ha insegnato come proprio dall’interno, anzi da chi stava a capo di tutto, ci siano stati comportamenti inqualificabili, e basterebbe la vicenda di Armstrong per definirne la certezza dell’appoggiare, favorire, gli illeciti, quindi è persino troppo facile pensare male, sempre e comunque.
D’altra parte, spesso pare che non si voglia uscire da un certo stereotipo e volendo entrare nello specifico come non citare lo staff del vincitore il Tour, Pogacar?

Ai vertici ed all’interno della formazione del giovane sloveno ci sono personaggi con un passato quantomeno inquietante, tra doping e malaffare e dopo una vittoria così clamorosa ed imprevista come è stata quella della Grande Boucle, volete che certi argomenti non saltino fuori immediatamente?

Perchè allora si permette a personaggi quantomeno dal passato equivoco di fare ancora parte del mondo delle due ruote, per giunta con incarichi in una delle migliori formazioni al mondo? Perchè tutto funziona così ed il ciclismo è solo parte integrante del sistema?

Da appassionato, da tifoso, sono davvero dispiaciuto (ma anche schifato) di come e quanto si possa rovinare una cosa bella come il ciclismo, anche se mi chiedo spesso perchè si punti il dito solo sulle due ruote e non altrove, dove gli illeciti sono all’ordine del giorno e non solo come doping “medicinale”, perchè le plusvalenze fittizie per far restare vivo il calcio non sono doping?

E certe pratiche ancora calcistiche, certe morti anche recenti a cosa sono dovute? Sicuramente è più facile processare la bicicletta che non il pallone, dove si fa un processo che dura fino alla prescrizione anche se si sa bene quali “porcherie” sono state fatte … e si fanno, e se quando si esaminava la pipì di Maradona, Diego quella provetta non l’aveva quasi mai riempita lui…

Il doping va combattuto, sempre e comunque, ma a volte fa “comodo” creare il mito, il personaggio, ed allora tutto diventa lecito, in qualsiasi sport come nelle cose di tutti i giorni dalla vita.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Patrizia Ferro

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