Ha un nome la donna uccisa e fatta a pezzi, il cui cadavere è stato ritrovato il 30 dicembre a Valeggio sul Mincio, nel veronese. E’ una nordafricana, probabilmente marocchina, di 40-50 anni, regolare sul territorio italiano. I carabinieri, che stanno indagando sul caso, hanno identificato la vittima anche se sulle sue generalità mantengono lo stretto riserbo.

Si indaga ora sulla vita privata della donna. I militari stanno facendo accertamenti sulle frequentazioni della vittima per ricostruire i contorni dell’accaduto e risalire al responsabile dell’omicidio.

Il cadavere, sezionato in 10 pezzi presumibilmente con una sega elettrica, è stato ritrovato in un luogo isolato di campagna. A scoprirlo è stata una donna della zona che, intervistata da Skytg24, ha detto di aver avuto l’impressione che le parti del corpo fossero state in qualche modo sistemate e ordinate: erano infatti sparse a semicerchio.

Il cadavere, ritrovato completo in ogni sua parte, sarebbe stato sezionato, secondo una prima ispezione del medico legale, quando la donna era già morta. Un’operazione condotta in altro luogo rispetto a quello del ritrovamento, dove non sono state trovate tracce di sangue. Ancora non si conoscono le cause del decesso della donna, che dovranno essere accertate dall’autopsia.

Secondo quanto scrive il ‘Corriere del Veneto’, non lontano dal luogo in cui sono stati ritrovati i resti della donna c’è una base militare abbandonata dove circolano molti cinghiali. L’assassino “forse sperava – si legge sul quotidiano – che fossero proprio gli animali a far sparire per sempre il cadavere”.

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui