TOP Header adv (728×90)
TOP Header adv (728×90)
TOP Header adv (728×90)

DONALD TRUMP IN STATO D’ACCUSA

La commissione Giustizia della Camera dei deputati Usa ha approvato la risoluzione contenente i due articoli di impeachment del presidente Donald Trump. In due votazioni successive, sono stati approvati il primo articolo, quello di abuso di potere, e poi il secondo, ostruzione al Congresso, con 23 sì democratici e 17 no repubblicani. Ora gli articoli passeranno all’aula dove, si prevede, la votazione avverrà la prossima settimana. Con lo storico voto della Commissione, Donald Trump diventa il terzo presidente della storia ad essere messo in stato di accusa.

Un voto che era previsto nella serata di ieri ma che è stato posticipato dal presidente della commissione, il democratico newyorkese Jerrold Nadler, dopo un dibattito durato ben 14 ore. “In questo modo i deputati possono avere tempo di cercare nelle loro coscienze”, aveva detto Nadler, in tarda serata giovedì, provocando le ire dei colleghi repubblicani.
Gli attacchi più duri erano giunti da Doug Collins, repubblicano della Georgia, che ha visto la decisione di ieri come lo strappo definitivo del rapporto di collaborazione tra le due parti. Secondo i repubblicani, Nadler avrebbe posticipato il voto sugli articoli di impeachment nei confronti di Donald Trump a oggi, solo per permettere una maggiore copertura mediatica. Ora la palla passa al Congresso. La Speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha fatto trapelare di voler chiudere il voto sull’impeachment entro Natale. Il voto finale per decidere la rimozione di Trump dalla Casa Bianca spetta al Senato, dove servono i due terzi dei voti dei cento senatori, 67 su 100.

Qui la maggioranza è saldamente in mano ai repubblicani, 53 contro i 47 democratici.

“Non c’è nessuna possibilità che passi l’impeachment”, ha tagliato corto il leader dei senatori del Gop, McConnell. Casa Bianca: una farsa disperata dei Dem Immediata la reazione al voto della Casa Bianca: “Una farsa disperata”, dice la portavoce Stephanie Grisham.

Articoli correlati

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *