Luigi DI MAIO (Minister for Foreign Affairs, Italy)

Crisi del gas, armi all’Ucraina e adesione alla Nato dei paesi del Nord. Mentre Bruxelles lavora al sesto pacchetto di sanzioni economiche contro Mosca, oggi  si tiene il Consiglio Affari Esteri dei 27 e del Comitato Ministeriale congiunto UE-Canada dove c’è anche il ministro degli esteri Luigi di Maio. Prima di toccare tutti gli argomenti sul tavolo il ministro parla della questione rifornimenti di gas e diversificazione.

L’Unione Europea “sul tema dell’energia gioca un ruolo fondamentale e deve stabilire il prima possibile, prima che sia troppo tardi, un tetto massimo al prezzo del gas”, ha detto il titolare della Farnesina. E poi la crisi del grano e del mais, la “guerra mondiale del pane” scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina deve essere fermata “sul nascere”. Di Maio ne parlerà mercoledì prossimo a New York con Anthony Blinken per “strutturare un’iniziativa sulla sicurezza alimentare” insieme al segretario di Stato Usa e a “tanti altri ministri”.

Tetto massimo al gas
Tornando all'”oro nero” dice che “In Italia non abbiamo problemi e non ci sono rischi sulle forniture. Ma il tetto massimo al prezzo del gas serve per evitare che il prezzo vada fuori controllo. Abbiamo bisogno di un’iniziativa europea e che l’Unione Europea approvi il tetto massimo al prezzo del gas il prima possibile, prima che i prezzi vadano totalmente fuori controllo”, evitando così che continuino a pesare “sulle famiglie e sulle aziende italiane”.

Sesto pacchetto
Il sesto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia deve essere approvato “il prima possibile”. “Sulle sanzioni – afferma – l’Italia è stata chiara sin dall’inizio, noi non poniamo alcun tipo di veto e crediamo fortemente nel fatto che le sanzioni siano l’unico strumento pacifico che abbiamo per portare Putin al tavolo e negoziare un accordo di pace”.

Allargamento della Nato
La Nato è un’alleanza “difensiva”, che garantisce la possibilità di sviluppare le proprie economie in “pace”, e l’Italia non vuole che venga coinvolta “direttamente” nella guerra in Ucraina. “Ho ascoltato nei due giorni, ieri e l’altro ieri a Berlino, nella riunione informale dei ministri degli Esteri Nato -afferma – le parole da parte della Turchia, molto ragionevoli, aperte al dialogo e a trovare una soluzione. Quindi non credo che la Turchia fermerà l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato”.  “Dobbiamo dirci una cosa molto chiara – aggiunge Di Maio – Svezia e Finlandia stanno entrando in un’alleanza difensiva e dobbiamo sempre rivendicare il valore difensivo della Nato. Perché con questa postura difensiva continueremo a proteggerci a vicenda, a garantire la pace e a sviluppare le nostre economie in pace”.

L’Italia “è d’accordo col principio delle porte aperte della Nato a Svezia e Finlandia e sono sicuro che nessuno bloccherà questo processo. L’Italia non è assolutamente d’accordo a coinvolgere direttamente la Nato nella guerra in Ucraina, perché questo farebbe scoppiare una guerra mondiale: questo non ce lo auguriamo e vogliamo assolutamente che possa essere evitato”, conclude Di Maio.

Ma afferma il capo della Farnesina nell’Ue bisogna “superare la regola dell’unanimità“, perché, “ad esempio, sta fermando, con il veto di un solo Paese”, il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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