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DELLA CHAMPIONS SOLO I RISULTATI?

Cosa utilizzare quale metro per giudicare le quattro italiane dopo la prima giornata della Champions?
In sede di presentazione, avevo scritto che si cercavano conferme e rinascite, le prime dalle milanesi, le seconde dall’Atalanta ma soprattutto dalla Juventus, tutte cose che, se non si guarda unicamente ai risultati, si può affermare siano state centrata.

Andiamo in ordine, iniziando dalla Juventus, ovvero dalla formazione da cui più ci si attendeva una sterzata rispetto al solo pareggio ottenuto nelle tre uscite di Campionato; il 3-0 ottenuto a Malmoe è certamente un’iniezione di fiducia per i bianconeri che, recuperati i sudamericani, si sono sbarazzati senza troppa fatica degli svedesi. Ecco, qui sta il nocciolo della questione, ovvero se l’avversaria di turno sia da ritenere banco di prova veritiero per definire davvero migliorata la situazione ….
Posto che vincere è sempre cosa buona, quello di Malmoe può essere ritenuto un primo passo verso il ritorno di una Juve “normale”, ovvero che dica la sua in Campionato, come in Champions e nel resto delle competizioni cui partecipa; poi vincerle è un’altra cosa, ma si può realmente pensare che in “Casa Reale” si limitino a partecipare e basta? Certo ci sono evidenti difficoltà ed Allegri non ha la bacchetta magica per far tornare tutto indietro di due (magari facciamo tre?) stagioni, però pur con tutte le magagne (e ce ne sono ….) della rosa e non solo, è impensabile che la Juve non reciti un ruolo di primo piano; Malmoe è stata una tappa, quanto importante lo dirà subito il Milan che domenica sera sarà allo Stadium.

L’Atalanta vista a Villareal sembra già molto più vicina alla Dea vera, il 2-2 ottenuto in terra di Spagna potrebbe risultare molto prezioso nel prosieguo non solo della Champions; il solo punto casalingo ottenuto contro Bologna e Fiorentina aveva acceso qualche polemica in casa nerazzurra, dove evidentemente non basta aver cambiato poco per continuare la bella marcia delle ultime stagioni …. i meccanismi vanno costantemente oliati e, spesso, ad inizio stagione , la banda di Gasperini qualche stecca l’aveva presa.

Milan ed Inter avevano invece come obiettivo la conferma dei rispettivi momenti positivi e se si guarda solo ai risultati, non si può dire che le risultanze siano quelle sperate; lo 0-1 dei nerazzurri ed il 2-3 dei rossoneri vanno però analizzati partendo non solo dalle avversarie, Real Madrid in casa e Liverpool fuori, ma da ciò che si è visto in campo, da come entrambe hanno affrontato formazioni tra le migliori d’Europa.

Quando si affrontano madrileni ed i rossi d’Inghilterra, ci sta di perdere, soprattutto in relazione a quanto ottenuto in campo europeo (ma non solo) nelle ultime stagioni; andare ad Anfield fa tremare le gambe a chiunque, così come trovarsi di fronte alle Merengues, per cui ci sta la sconfitta, ma bisogna anche analizzare com’è arrivata e come si è dipanata la partita.

Il Milan è stato ad un certo punto in vantaggio, poi ha dovuto arrendersi all’esperienza del Liverpool; però i ragazzi di Pioli sono usciti dal campo a testa alta e mancava Ibra, uno che il suo peso (ed esperienza), inoltre i rossoneri mancano da un po’ di anni in Europa e l’esperienza non la si compera al supermercato ….
Perdere a Liverpool ci sta eccome, ma il 2-3 per come è arrivato dice che i rossoneri sono davvero una delle formazioni che può giocarsi lo Scudetto e sarà importante, come già detto, lo scontro di domenica sera contro la Juventus; uscire dallo Stadium torinese con un risultato positivo darebbe un’ulteriore spinta in avanti alla formazione di Pioli, con certezze impensabili anche solo un anno fa.

Il discorso fatto per il Milan non è poi tanto diverso da quello che si può fare per l’altra formazione meneghina; l’Inter ha perso con un gol a fine partita, dopo che il migliore in campo è stato il portiere avversario ed il Real è sembrato persino inferiore di livello rispetto ai nerazzurri, cosa non proprio scontata prima della partita. Barella e compagni sono sembrati cresciuti rispetto al passato e non solo nell’approccio all’incontro; perdere Lukaku è stato un duro colpo per l’Inter (non per le sue casse, naturalmente), ma ha responsabilizzato il resto della compagine, Lautaro in primis, e con Dzeko non è certo venuta meno l’esperienza, anzi.

L’Inter ha tutta l’intenzione di difendere lo Scudetto al meglio e di ritornare ad avere un ruolo di primo piano in Europa, cosa che non pare impossibile, almeno da come è iniziata la stagione; superare i Gironi di Champions è un obiettivo fattibile, specie se le prestazioni seguiranno quanto visto contro il Real.
I risultati sono importanti, ma la prima giornata di Coppa deve rappresentare qualcosa che serva per andare oltre al vincere o perdere, e questo vale per tutte le quattro formazioni italiane, in grado di andare oltre quello che è il Girone e giocarsela al meglio anche quando arriverà la primavera.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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