UMBERTO CROPPI DIRETTORE FEDERCULTURE

Sono 55 mila i posti di lavoro andati in fumo in due anni di pandemia nel settore cultura (pari al 6,7%), più del triplo di quanto accaduto nell’occupazione totale (dove la variazione negativa è stata del 2,4%). È il pesante bilancio dell’impatto del biennio Covid sul settore raccontato oggi 18/o Rapporto Annuale Federculture. Una perdita di posti che è ancora maggiore nei settori della cultura “in senso stretto”, con picchi del -11%, e tra i giovani (under 35) con -12,6%. Al calo dei valori assoluti si associa la diminuzione della quota degli occupati in ambito culturale sul totale dell’occupazione, che passa dal 3,6% al 3,4%.

Prendendo in considerazione solo il 2021, prosegue il Rapporti di Federculture, l’occupazione culturale è stimata in 771 mila unità con una presenza di donne leggermente più elevata rispetto al totale (43,9% vs. 42,2%). A livello territoriale, si lavora di più nell’ambito della cultura al Centro-Nord (82,3% vs. 73,5%), segnale del potenziale sottoutilizzo del grosso patrimonio artistico, storico e culturale del Mezzogiorno. Nel 2021 quasi la metà dei lavoratori in ambito culturale(47,3%) è laureato a fronte del 24,3% del totale occupati.

A cura di Elena Giulianelli – Foto Imagoeconomica

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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