Ma in politica esiste una vera verità?

Come sempre nel nostro Paese “democratico” destra e sinistra sono in una continua “lotta” per il potere e per la visibilità anche in tragici frangenti in cui sarebbe invece “proficuo” operare in un unico senso per arrivare alla verità.

Per la cronaca citiamo qualche caso in cui si evidenzia un “distinguo” molto chiaro nelle scelte nell’ambito dell’attività giudiziaria a seconda se gli “imputati” o i “presunti colpevoli” appartenessero alla destra o alla sinistra, sempre fortemente e ferocemente accanita se il “reato – massacro – omicidio o strage” fosse possibilmente attribuibile ai “fascisti”!

  1. Assassinio del Commissario Calabresi, 17 maggio 1972. Fu ucciso in un attentato terroristico di estrema sinistra nel 1972 e l’allora sinistra si prodigò in una strenua difesa degli imputati da Adriano Sofri a Giorgio Pietrostefani e a Ovidio Bompressi.
  2. Strage di Piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974, un attentato di matrice neofascista avvenuto nella centrale Piazza della Loggia dove una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista, provocando la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue. Dopo molti anni di indagini, depistaggi e processi, furono riconosciuti colpevoli e condannati alcuni membri del gruppo neofascista Ordine Nuovo e quali esecutori materiali furono riconosciuti Maurizio Tramonte (condannato in appello, in qualità di “fonte Tritone” dei Servizi Segreti Italiani), assieme ai già detenuti Carlo Digilio (addetto agli esplosivi) e Marcello Soffiati (che trasportò l’ordigno); come mandante fu condannato, in appello, Carlo Maria Maggi. Gli altri imputati, tra cui Delfo Zorzi, il generale Francesco Delfino e l’ex segretario del MSI e fondatore del Centro Studi Nuovo, Pino Rauti furono assolti. La sinistra non si diede pace per tale tragico evento smobilitando mare e monti! Sono trascorsi quasi cinquant’anni, ma a breve si apriranno non uno ma ben due processi: uno contro Roberto Zorzi, in Corte d’assise, l’altro contro Marco Toffaloni al Tribunale per i minori n quanto all’epoca Toffaloni era un ragazzo di 16 anni e per inchiodarlo si “lavora” ancora dopo mezzo secolo!
  3. Strage di Ustica del 27 giugno 1980 – 81 morti di cui 64 adulti – 13 bambini dei quali 2 con meno di 24 mesi – 4 uomini dell’equipaggio – nessun sopravvissuto. L’ipotesi più accreditata è che il DC-9, partito da Bologna e diretto a Palermo, precipitato nel mare di Ustica, sia stato abbattuto per errore da un caccia francese o da un missile Nato, che aveva come obiettivo un Mig libico. (RecentementeGiuliano Amato è tornato sulla strage di Ustica con le scottanti rivelazioni sul coinvolgimento dell’Aeronautica francese e del missile che, a suo dire, avrebbe abbattuto il Dc9 Itavia). Nella fase iniziale del procedimento venne preso di mira il NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) una delle principali organizzazioni neofasciste attive ai tempi in Italia, per il depistaggio!
  4. Strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, sicuramente la più ingrata ed infame nella storia del nostro Paese. Un attentato di matrice neofascista commesso alle 10:25 alla stazione ferroviaria di Bologna Centrale. Nell’attentato rimasero uccise 85 persone e oltre 200 rimasero ferite. Ne emersero due condanne, ma da sempre contestate: quelle degli estremisti di destra Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, che hanno riconosciuto la loro colpevolezza su altri reati ma non su quello che li ha portati alla condanna. Da poco emerge un fatto “inquietante” e portato alla ribalta dalla figlia dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che in una intervista ad Aldo Cazzullo, de Corriere della Sera ha dichiarato che lei un giorno quei due ragazzi li incontrò in salotto nella casa in cui abitava con i genitori, che bevevano il tè e rimase sconvolta a che se suo padre la tranquillizzo asserendo: “Figlia mia, per la strage di Bologna sono innocenti!” Trattasi certamente di “parole” che potrebbero modificare sia la matrice che la sentenza e dare una lezione alla sinistra nel suo vedere il “nero” dove gli solo che comodo! Un Cossiga pronto a favorire le correnti su Ustica sicuramente ben accetto alla sinistra ma “Bologna” non si tocca! Non sarà certo la frase pronunciata dalla Figlia Di Cossiga a cambiare la “storia” voluta dalla “sinistra”!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto Imagoeconomica

(info da G- Il Giornale – Stefano Zurco e da Wikipedia)

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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