Il Cesena risponde subito alla Torres e rimane nel salone della promozione con un più 12 in classifica dopo la settima vittoria consecutiva arrivata contro il Pineto di Beni. Ancora una volta, come a Vercelli contro il Sestri Levante, ha cambiare il volto della partita è il re Leone della Sierra, quel Kargbo che subentrato nella ripresa ha sconquassato la difesa abruzzese e il cioccolatino bianconero a Corazza che torna al gol sotto i tremila occhi della curva Mare.

Ma come ormai accade da tempo, merito anche di mister Toscano che le azzecca tutte, a chiudere definitivamente la gara è Roberto Ogunsey che come una giraffa nigeriana porta il Cesena al raddoppio e alza il collo sopra la traversa per prendersi i meritati applausi di tutto lo stadio.

Ma non solo l’eco dei tifosi del cavalluccio arrivato fino in centro storico ha mandato in estasi diversi residenti che hanno iniziato a cantare nello loro abitazioni Romagna mia accompagnata da un Salutate la capolista. Sotto l’aspetto sportivo, dunque, Cesena sta nuovamente tornando ai suoi fausti e in ogni porta appare la bandiera del cavalluccio che provoca sentimento antico.

La meraviglia di vedere in classifica la squadra all’altezza del Palazzo del Capitano  lo si deve alla sua Corazza…ta che cerca il record assoluto dal 1940. Quegli 84 punti (gli anni di storia) che equivalgono all’ingresso in serie B senza fronzoli.

Venerdi entriamo nelle Idi di Marzo, arriva l’Entella al Manuzzi, sono convintissimo  che come accadde a Giulio Cesare, anche la Virtus farà la stessa fine.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Luigi Rega

Il Direttore Editoriale Carlo Costantini

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