Gli hanno fracassato il cranio con un oggetto pesante, probabilmente una spranga di ferro o uno sgabello e una volta a terra lo hanno finito schiacciandogli la testa sotto uno scarpone. A dimostrarlo tracce di fango sul capo insieme a sangue. E’ stato ucciso così, con una violenza inaudita, intorno all’ora di pranzo, un uomo di 74 anni in via Emilio Bianchi, all’angolo con via San Luca, nel centro di Viterbo.

L’omicidio, secondo le prime testimonianze e i primi rilievi della polizia Scientifica, sarebbe avvenuto a seguito di un tentativo di rapina all’interno di un noto negozio di abbigliamento casual di cui l’uomo, Norberto Fedeli, era proprietario. Il 74enne è stato aggredito vicino alla cassa del negozio, non sarebbe morto sul colpo ma si sarebbe trascinato in terra lasciando una scia di sangue all’interno del locale: a trovare l’uomo in terra è stata una vicina che, vedendo il negozio ancora aperto alle 13.40, si è avvicinata ed è entrata insieme ad alcuni operai trovando Fedeli riverso in una pozza di sangue. Le urla della donna hanno richiamato l’attenzione della moglie della vittima, nella sua abitazione a pochi metri. Corsa sul posto, la donna ha accusato un malore ed è stata soccorsa.

Una vicenda drammatica avvenuta a pochi giorni dallo stupro di una 36enne a opera di due ragazzi di 19 e 21 anni, a cui in queste stesse ore il gip ha rigettato la richiesta di domiciliari perché rimane il rischio di inquinamento delle prove. Ad appena 20 metri dal luogo dell’assassinio si trovano le scuole dell’infanzia e primaria De Amicis e la media Tecchi, per pochi attimi l’assassinio non è avvenuto in coincidenza con l’uscita dei bambini dall’edificio. La squadra mobile della questura di Viterbo, intervenuta sul luogo, sta procedendo ai rilievi e alle indagini. E si vagliano le telecamere di videosorveglianza della zona per cercare elementi utili all’inchiesta.

Il commerciante era molto conosciuto in zona per esser stato tra i primissimi a vendere i jeans a Viterbo.

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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