Campionato frizzante e turno che promette scintille dopo il metà settimana di Coppe alquanto interdittorio.
Inizio con Empoli-Monza che danno vita ad una partita incerta sino all’ultimo secondo; con i toscani che vincono anche grazie alle prodezze del proprio portiere e Monza che interrompe il momento magico di Palladino.
Tardo pomeriggio con derby torinese e l’arrivo anticipato di Babbo Natale, vestito di granata, che fa un regalone ad una Juve che sembra in palla, ma quando gioca uno solo è sempre facile dare buoni giudizi; impossibile dire se per i bianconeri sia vera gloria data l’inconsistenza granata, l’avversario che quando si è in crisi, tutti vorrebbero affrontare.
Tutt’altra cosa è l’appuntamento serale, dove Atalanta e Sassuolo fanno vedere belle cose per tutti i novanta e rotti minuti; che poi il 2-1 finale sia raccolto in cinque soli minuti, a cavallo dei due tempi è solo un dettaglio.
I bergamaschi tornano in testa alla classifica aspettando il Napoli, mentre il Sassuolo più che sul risultato, si rammarica per il nuovo infortunio del rientrante Berardi.
Nell’apertura domenicale l’Inter non fatica più di tanto per avere ragione della Salernitana; il 2-0 è comodo comodo, gli interisti confermano di essere in ripresa e presenti per dire la loro anche a lungo termine.
Pomeriggio con due belle sfide che nonostante tutto finiscono in parità; a Roma, la Lazio prova a sganciarsi dalle grinfie dell’Udinese, ma presto si fa male Immobile ed alla fine il pari va più che bene a Sarri.
L’Udinese dimostra di essere tutto fuorché una meteora e se il portiere friulano è il migliore dei suoi, identica cosa va detta per quello laziale, in un pari e patta comunque bello da vedere.
Si rincorrono invece Spezia e Cremonese, per un 2-2 finale che fa classifica e morale più per i grigiorossi che per i liguri, ma quando potrebbe andare peggio bisogna sapersi accontentare ed aspettare tempi migliori.
Poi tocca al Napoli che vuole riprendersi la testa della classifica, cosa che riesce ai ragazzi di Spalletti; il Bologna non è l’Ajax, almeno nel blasone, però da non poco fastidio agli azzurri, che non sono quelli stellari di Champions, ma sanno vincere comunque.
La serata fa “viaggiare” il Milan in quella che è conosciuta come la “fatale” Verona, che questa volta è invece foriera di tre punti d’oro, grazie a quel Tonali che ormai merita di essere considerato non più un giovane in crescita ma un fior di centrocampista fatto e finito.
Al di là della classifica dei veronesi, in casa rossonera si temeva non poco la trasferta scaligera, non solo per i vecchi ricordi, ma soprattutto perché seguiva il doppio sfortunato confronto con il Chelsea in Champions, psicologicamente superato nel miglior modo possibile.
Il primo posticipo del lunedì si gioca a Marassi, con la Samp che cerca ancora il primo successo stagionale e la Roma che vuole rimanere agganciata al carro-Champions.
Ai giallorossi basta un rigore per tornare a casa con i tre punti, mentre la Samp non riesce proprio a svoltare il momento pessimo.
L’ultima sfida si disputa a Lecce, dove la Fiorentina cerca il rendimento ed i risultati di Coppa, mentre i giallorossi vogliono vincere per staccare un po’ di più il gruppo delle pericolanti.
Anche a Lecce tutto è racchiuso a cavallo dell’intervallo, con l’1-1 finale che non soddisfa nessuno.
Alla fine, dopo un quarto di stagione, c’è da sottolineare che ci sono già dieci punti di distacco tra la prima, il Napoli e l’ottava, la Juventus; la nona è invece staccata di quattordici punti, cosa che fa pensare come ci siano già dodici formazioni che, retrocessione a parte, per cosa giocheranno da qui a maggio?
Il Direttore Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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