Alexei Navalny in carcere
Aleksej Anatol’evič Naval’nyj – Alexi Navalny – nacque a Butyn il 4 giugno 1973 ed è morto ieri, 16 febbraio 2024 nelle carceri di Charp. E’ stato un attivista, politico e blogger russo!

È stato fra i più noti oppositori del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. 

Era a capo del partito “Russia del Futuro e Presidente di Coalizione Democratica (che unisce Russia del Futuro, RPR-Parnas e Scelta Civica), formazione in precedenza co-presieduta con Boris Nemcov, morto assassinato nel febbraio 2015. È stato anche fondatore della Fondazione Anti-corruzione.

Di posizioni “nazionaliste e liberali” dichiaratosi in passato a favore della possibilità di ricondurre Ucraina e Bielorussia sotto l’influenza russa, si dichiarò favorevole alla legalizzazione dei matrimoni omosessuali in Russia.  

Nell’agosto 2020 fu ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato avvelenato. Secondo il suo staff l’avvelenamento sarebbe avvenuto tramite l’agente nervino Novichoc, ma non vi sono prove certe, mancando nella sua cartella clinica proprio un dato fondamentale, l’analisi sul livello della colinesterasi, che proverebbe l’avvelenamento.

Il 2 febbraio 2021 il tribunale Simonovsky di Mosca sostituì la sua condanna, sospesa di 3 anni e 6 mesi, nel caso Yves Rocher con una definitiva. La CEDU, alcune organizzazioni internazionali per i diritti umani, alcuni leader dei paesi occidentali, nonché numerosimedia internazionali definirono la sua reclusione come politicamente motivata.

Nel febbraio 2021 Amnesty International gli ritirò la designazione di “Prigioniero di coscienza“, per via dei suoi video e delle sue dichiarazioni pro-nazionaliste fatte in passato che costituirebbero incitamento all’odio, ripristinandola poi a maggio dello stesso anno.

Il 22 marzo 2022, il tribunale di Lefortovo a Mosca lo condannò a 9 anni di carcere in una colonia penale di regime severo.

Il 4 agosto 2023 lo stesso tribunale lo condannò a 19 anni a fronte dei precedenti 9.

Nei giorni scorsi, precedenti la sua morte, aveva dato l’avvio alla campagna contro la rielezione di Putin nel 2024, che mirava a coinvolgere cittadini a distribuire video e post per la campagna online o a realizzare graffiti e affiggere volantini.

La tragica notizia della sua morte è stata comunicata ieri dalla Direzione delle carceri in cui scontava la sua pena.

Come era prevedibile tutto il mondo (di sinistra) si è prontamente unito in una campagna contro il Presidente Della Federazione Russa, Vladimir Putin, con frasi offensive e parole denigratorie.

Lo stesso Presidente Usa, il guerrafondaio Biden ha prontamente dichiarato: “Putin è responsabile per la morte di Navanly!”

Non parliamo poi dei nostri “sinistroidi e radical chic” che si sono esibiti in una serie di “epitaffi” scontati come “PUTIN-KILLER” ma sempre volutamente dimentichi di certi delitti politici italiani: “MORO – ?” – MATTEI – ?” (il punto interrogativo è relativo al vero Killer o al vero mandante, mai certificato!).

Ma, ma in effetti ci sarebbe un altro “percorso” da valutare.

Mancano pochi mesi alla “elezioni” nella Federazione Russa. Quale “interesse” poteva mai spingere Vladimir Putin a macchiarsi indirettamente (in quanto non lo avrebbe mai fatto personalmente) della morte del Leader dell’opposizione?

Maggior interesse invece “potrebbe” averlo avuto l’Opposizione stessa creando con la sua uccisione un “MARTIRE POLITICO” e/o un “EROE” figura che crea sicuramente un danno incontenibile in un momento così delicato alla figura di Putin!

Da non escludere e poi da sempre il delitto politico non paga!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui