La nuova copertina del periodico sportivo Cesenalè / Forza Cesena fondato nel 1967

E’ UN OTTOBRE DI RISVEGLIO?

Solitamente l’autunno è la stagione delle foglie morte, quella in cui poco a poco la natura va in letargo, rallenta i ritmi preparandosi al freddo inverno.

E se invece l’autunno fosse per il Cesena la stagione del risveglio? Oddio, due vittorie (una in Coppa) ed un pari esterno vogliono dire nulla, però uscire imbattuti in casa della capolista qualcosa vorrà pur dire!
Poi c’è una considerazione da fare sul pari di Siena, ovvero che finalmente si è visto un Cesena tenere botta, anzi, essere capace di condurre il gioco anche su di un campo difficile.

Naturale che adesso ci si aspetti continuità di risultati e crescita di prestazioni, di gioco, di consapevolezza, di carattere, tutte cose senza le quali di strada se ne fa poca, qualunque sia la categoria. Il gol non è arrivato nella città del Palio, ma pure la porta del Cavalluccio è rimasta inviolata, cosa che in questo inizio di stagione era tutt’altro che una certezza.
Questo non significa che tutto andrà a posto, però è innegabile che qualche progresso sia evidente, e se bisognerebbe aggiungere un bel “finalmente”, ci sta che la fiamma della speranza si sia riaccesa.

Le critiche rivolte sin qui a tutte le componenti del Cesena, mi pare abbiano rappresentato niente altro che la realtà di quanto visto, in campo, ma anche delle tante parole espresse in fase di mercato e preparazione della stagione; le promesse sono una delle componenti del calcio da sempre, chi ha mai sentito dire di ambizioni vietate, di tirare a campare e nulla più?

Spendere dei soldi, tanti, non è propedeutico al vincere, dato che il calcio tutto è salvo che una scienza esatta, altrimenti chi partirebbe certo di retrocedere? O quanti, nella situazione del Cesena, penserebbe ad una stagione con i playoff quale massimo traguardo?

Una rondine non fa primavera, meno che mai la fanno, ad ottobre per giunta, una vittoria ed un pari, però dopo le giuste critiche, auguriamoci sia arrivato il momento di dare fiducia alla squadra, al mister e persino alla dirigenza, che del pallone sembra a livello di scuola “materna”, ma da cui non si può prescindere.

Oltre al campo ed al Cesena odierno, non si può fare a meno di parlare delle vicende giudiziarie del “vecchio” Cesena, di Giorgio Lugaresi e di capitan Ceccarelli, condannati nuovamente per i passati nefasti pasticci, che hanno coinvolto e continuano a farlo chi ha oggettivamente ricoperto ruoli ben diversi.

Purtroppo, in questi casi, le colpe ricadono su diversi soggetti, non tutti pari nelle situazioni create, ma che alla fine pagano (anche) per quello che possiamo definire “amore” e per il troppo fidarsi inconsapevoli di quelle che sono le reali situazioni.
Non voglio ergermi a difensore di nessuno, e poi non ho la medesima conoscenza di tutti i soggetti coinvolti, però mi riesce difficile pensare al vecchio capitano come persona consapevole dei “maneggi” perpetrati per anni ai danni ed in nome del Cesena!

Certo le persone coinvolte non sono poche e le colpe non sono tutte riconducibili a Lugaresi, però è, a modesto parere dello scrivano, altrettanto vero che alla fine a pagare siano più innocenti che veri colpevoli.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Luigi Rega

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