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FIN CHE LA BARCA VA…

… Lasciala andare, ma può succedere che il motore si inceppi ed allora si lavora per ripartire, con l’umiltà di sempre e la medesima dedizione usata sin qui.
Perdere a Chiavari ci sta, specie considerando che l’Entella è partita tra le favorite del girone; il fatto che abbia sin qui fatto maggior fatica del previsto non significa che non la si possa trovare molto avanti quando servirà davvero.

Il Cesena ha fatto una partita sottotono, in quasi tutti coloro che sono scesi in campo, ma questo ci sta ed anzi, meglio trovare la gara in cui tutto il gruppo fa poco bene che averne sempre tre/quattro insufficienti.
Sono partito con Orietta Berti e della canzone vorrei ricordare, farvi andare a cercare, cosa disse il grillo alla formica e spero che il Cesena di stagione faccia la formica, trovi la forza di dare continuità al proprio lavoro pur con qualche scivolone, come quello di Chiavari.
Oggi alle porte c’è il Montevarchi, formazione che occupa il quattordicesimo posto, formazione che gioca per raggiungere la salvezza prima possibile e quindi è pericolosa, specie se si sottovaluta l’ostacolo.

La Serie C ha certamente le sue favorite, ma chiunque può perdere contro l’ultima in classifica, dato che non ci sarà grande equilibrio, ma nessuno può permettersi di snobbare l’avversario, pena brutte figure, già viste anche, ma non solo, in riva al Savio.
Non sempre riesco a seguire le partite del Cesena, ma non è poi così difficile tenersi informati, anche grazie, perché no, a ciò che scrivono i colleghi di Cesena, così come quelli delle formazioni avversarie; spesso anche le pagelle possono essere utili, al di là delle simpatie di tutti noi ed al di là di considerare quasi impossibile essere concentrati (anche noi seduti in tribuna stampa) per tutti i novanta e rotti minuti, non lasciarsi sfuggire alcunché.
Spesso tocco il tasto di quella che può essere l’utilità di avere in squadra gente di esperienza, gente che può dare veramente tanto ai compagni; così chissà perché non mi stupisco che la sconfitta più ampia sia arrivata senza Missiroli e Rigoni in campo.

I due non sono sin qui stati decisivi? Non hanno brillato secondo chi li ha giudicati? Forse sbaglio, ma credo, anzi sono convinto, che il loro essere in campo dia tranquillità ai compagni, magari anche solo con una parola in un momento difficile, un pallone affidato loro quando si è in difficoltà tecnica e/o fisica.
Siamo abituati a guardare la partita, senza essere in campo e tra il prato verde e la poltrona in tribuna c’è una differenza abissale, anche solo nelle sensazioni; tante volte mi sono chiesto cosa avessero di speciale calciatori non certo dotati tecnicamente, che però erano sempre in campo ….
Sono cresciuto con il Torino, con capitan Ferrini che alcuni hanno iniziato a giudicare vecchio quando aveva ventotto anni (ero un ragazzo ed anche io seguivo l’onda) ed in ritiro non era mai tra i titolari; poi si iniziava a fare sul serio e Ferrini non usciva più ….

Come lui potrei citare tanti altri calciatori, non certo esaltati o giudicati dei campioni, che però in campo ci andavano sempre, magari senza mai prendere più di sei in pagella, ma che quando non c’erano erano cavoli acidi per la squadra.

Ecco, sarà un caso, ma con Missiroli e Rigoni in panchina il Cesena ha perso; nessuna colpa al mister che ha deciso di non mandarli in campo, lui conosce la situazione reale ed ha preso le sue decisioni, però quando sarà ora di giudicarli, di stilare le pagelle, ci si ricordi che i ghirigori saranno pure belli a vedersi, ma la concretezza è un’altra cosa e si vince con la seconda ben più che con i primi.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Luigi Rega

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