Nonostante l’orario legale non sia ancora cambiato e in Romagna pare primavera, al Dino Manuzzi quartiere stadio è arrivata una nuvola nerissima, che non rappresenta certamente quella degli indiani d’america pronti all’assalto, ma al tristissimo momento che sta vivendo Modesto e la sua squadra. Il 3-1 della Sambenedettese ai danni dei bianconeri ci sta tutto, la squadra marchigiana al suo sesto risultato utile consecutivo ha declassato il cavalluccio con un gioco a seguire molto semplice, composto da trame studiate alla perfezione dall’ex juve Montero che sulla propria panca non ha mai dato segnali di escandescenza.

Il Cesena dunque non convince è questa sconfitta alla stregua del derby di Rimini lascia dubbi sull’immediato futuro e molte preoccupazioni nella tifoseria che al termine della gara; recitava, quasi incredula: meritiamo di più…” Se, proprio volete sapere come la penso, meglio cambiare subito regista e richiamare sulle sponde del Savio Fabrizio Castori (come accadde il 1 ottobre del 2017), perchè la rosa non è poi così mediocre come qualcuno possa immaginare. Ciò che non funziona è la lettura della partita in corso, l’inesperienza di un allenatore che in altra categoria superiore avrebbe fatto la stessa sorte di Giampaolo.

E, perchè Fabrizio Castori? Per dare quella giusta personalità ed autostima ai nuovi arrivati, troppo spesso sul terreno di gioco spaesati e senza punti di riferimento per la creazione del gioco movimentata dall’impostazione che parte dalla propria linea difensiva. I bianconeri non riescono a costruire un’azione degna volta al raddoppio, al pressing composto almeno da quattro velocisti e di questo passo si rischia di fare la fine del gambero. Occorre, come avevo già scritto nelle precedenti puntate, cambiare il condottiero, pupillo o non pupillo di Alfio Pelliciconi, la serie C ha punito alla distanza fin troppo società blasonate, gettandole nell’anonimato; e, oggi, nessuno di noi vuole ritornare all’indietro e finire nell’oscurità dei dilettanti.

Cesena-Sambenedetesse è stata da quando seguo le vicende bianconere, tra le gare più brutte e sinceramente vederne altre di questo livello, mi porta a considerare che è stato meglio dopo il novantesimo fare quattro salti con l’orchestra Casadei e osservare i frustini di Romagna alla festa della Centrale del latte, così almeno la mamma e la famiglia si sentono ancor di più attaccate a questa meravigliosa terra, mentre all’Orogel tanto questa sera hai visto fabbricare solo dello scquacquerone più nero che bianco.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Valerio Casadei

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