Una gradita sorpresa, in questo scorcio di fine inverno, il ritorno nelle sale cinematografiche di Toni Servillo, protagonista con Marco D’Amore (nel doppio ruolo di attore e regista) del film “Caracas”. E’ una coppia di interpreti di alto livello per una pellicola che non mancherà di sorprendere ed emozionare il pubblico. La vicenda gira intorno a tre personaggi principali, che incrociano le loro esistenze sullo sfondo di una città violenta e respingente ma allo stesso tempo struggente e bellissima.

Caracas è un uomo che non conosce mezze misure e milita in un gruppo di estrema destra, che di notte passa il tempo a sferrare attacchi agli immigrati tra i vicoli della città. Caso vuole che si innamori proprio di una giovane islamica, Yasmina.

Le loro vite si intrecciano ben presto con quelle di Giordano Fonte, noto scrittore napoletano, ormai disincantato e passivo testimone dei destini altrui, tornato nella sua città natale per mettere fine alla sua carriera nell’editoria. Caracas è un suo vecchio amico: di lui ignora però molte cose, come il fatto che il suo passato da naziskin sta per essere abbandonato e che presto si convertirà all’Islam.

“Il mio personaggio non crede più che i suoi strumenti siano ancora efficaci nel raccontare la realtà – commenta Servillo nel corso della conferenza stampa – ma la cosa interessante è che l’incontro con Caracas gli permette di trasformarsi da uno scrittore di cose vere in uno scrittore di sogni. È una cariatide comunista che si ritrova all’interno di una realtà così complessa da far chiedere allo spettatore se quello che sta vivendo è reale, se è frutto dell’immaginazione o se è la rappresentazione dei demoni che deve affrontare.”

Grande soddisfazione traspare nelle parole espresse da Marco D’Amore: “quello che volevo è che la Napoli di questo film fosse vicinissima a città molto lontane dal nostro immaginario come Gotham City o Sin City, che fosse una città non di sole ma bagnata, umida, di muffe e di fumo che sbuca continuamente dai vicoli. Ho chiesto a Stefano Meloni, il mio talentuosissimo  direttore della fotografia che sono stato felice di aver aiutato ad emergere, di far piangere, sudare, fumare questa città perché potessimo addentrarci nei luoghi dell’anima più oscuri e pericolosi.”

Tra gli altri protagonisti del film, la cui durata è di 110 minuti, Lina Camelia Lumbroso, Brian Parisi, Andrea Nicolini.

Franco Buttaro

articolo e foto a cura di Franco Buttaro

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Franco Buttaro
Editorialista Franco Buttaro

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